E’ tornato a Parma con Maurizio Rigamonti, il figlio di 8 anni “conteso” con la madre. Dal 3 gennaio scorso non si avevano più notizie dei due. L’uomo, parmigiano di 43 anni, aveva in custodia il figlio per il weekend della Befana, ma da allora non era più tornato, forse esasperato dalle battaglie legali che da quattro anni lo vedevano in guerra contro l’ex moglie Lura Calder per l’affidamento del bambino. Mercoledì 15 gennaio, dopo giorni di silenzio e di ricerche, Rigamonti ha contattato il suo avvocato e ha manifestato la volontà di tornare, ma intanto l’ex moglie ha presentato al Tribunale di Parma un’istanza d’urgenza per avere l’affidamento esclusivo del figlio. Era stata la donna ad allertare le forze dell’ordine del mancato rientro del piccolo a casa dopo i giorni insieme al padre.

Ai nonni paterni Rigamonti aveva detto che avrebbe portato il figlio per una settimana bianca in Trentino, ma le notizie di lui e del piccolo arrivate via mail e via Facebook hanno dipinto un’altra verità: quella di un gesto esasperato per vedere riconosciuti i propri diritti di padre. “Ci sono sempre delle ragioni dietro a delle scelte disperate, che non sono motivate solo dalla follia o dall’irrazionalità, ma che sono motivate da situazioni in cui nulla sembra più avere una logica” scrive Rigamonti sulla sua pagina di Facebook, in cui sono stati pubblicati anche alcuni disegni del bambino dedicati al padre.

“Un essere umano non può continuare a subire perennemente e doversi scontrare con realtà in cui ci si ritrova impotenti di fronte a ingiustizie e soprusi di ogni tipo. – si giustifica Rigamonti sul web – Da quando mio figlio è stato rapito e strappato alla mia vita, ho dovuto lottare per ben tre anni solo per poter riavere un mio diritto, quello di essere padre”. Quella di Rigamonti e del suo bambino di 8 anni è la storia tormentata di un figlio conteso tra madre e padre separati che va avanti da almeno quattro anni, da un tribunale all’altro, tra accuse e recriminazioni fin dai tempi in cui vivevano negli Stati Uniti, paese di origine della Calder. Rigamonti era stato accusato e poi assolto dai giudici americani per abusi e maltrattamenti nei confronti del figlio, e ne aveva ottenuto l’affidamento. Nel 2010 invece era stata la moglie a essere denunciata per sottrazione di minore per avere portato il bambino a Los Angeles. Le accuse nei suoi confronti erano state archiviate, ma il tribunale aveva imposto il ritorno del bambino in Italia.

Da giugno il piccolo è in affidamento congiunto in Italia e può vedere il padre un weekend ogni due. A dicembre però sulla testa dell’uomo è arrivata una nuova denuncia per violenze sul figlio e la Procura ha aperto un’inchiesta sul suo conto. A queste nuove accuse, Rigamonti si è sempre dichiarato estraneo, fornendo la sua versione dei fatti con lettere al Tribunale di Parma e diffuse in seguito anche attraverso il web e i media. In questi giorni, sempre attraverso una lettera, l’uomo ha confermato che il figlio sta bene, accusando invece l’ex moglie di avere spinto il piccolo contro di lui, inducendolo a dire cose false sul proprio conto. “Io e il bambino stiamo bene, anzi penso che lui non sia mai stato meglio” scrive Rigamonti. L’ ultima testimonianza risale a poche ore fa: un video del bambino pubblicato sulla sua pagina di Facebook. Nel filmato il piccolo, in braccio a Rigamonti che gli parla e gli fa delle domande precise, dice in inglese che sta bene insieme al suo papà e racconta di essere stato costretto dalla madre a dire cose non vere sul padre. Termina dicendo che racconterà “la verità” alla polizia. Nelle ultime ore numerosi sono stati gli appelli lanciati all’uomo per riportare a casa il bambino, tra cui quello del padre Annibale Rigamonti e del suo avvocato Claudio De Filippi. Mercoledì mattina, la svolta: in una e-mail inviata al legale, Rigamonti ha manifestato la volontà di ritornare a casa, chiedendo all’avvocato di fargli sapere quale sia il modo meno traumatico per un rientro. “Faremo il possibile perché questo avvenga – ha chiarito l’avvocato – Che ci sia la volontà di tornare è la cosa fondamentale”. Il legale nel frattempo però dovrà continuare a portare avanti le ragioni di Rigamonti anche di fronte al Tribunale, a cui la madre del bambino ha chiesto, alla luce della sottrazione del minore, l’affidamento esclusivo del figlio.