Sono da sempre la fermata obbligatoria di ogni turista in arrivo in Emilia. E non c’è itinerario o percorso che non preveda una tappa su quell’oasi verde, simbolo di Bologna in tutto il mondo. Sono i colli di San Luca, un’area di circa 5 mila ettari, che ora sta per diventare territorio tutelato e destinato a valorizzazione, anche attraverso fondi regionali ed europei. Lo ha deciso la giunta provinciale di Bologna, che mercoledì 8 gennaio ha approvato l’istituzione del Paesaggio naturale e seminaturale protetto, denominato “Colline di San Luca”. Nascita che dovrebbe essere ufficializzata a fine gennaio con l’approvazione del Consiglio provinciale.

Oltre a quello di Bologna, l’area tocca i comuni di Casalecchio di Reno e Sasso Marconi. E comprende, spiega in una nota la Provincia, il territorio collinare che dall’area urbana bolognese e da quella contigua di Casalecchio si spinge verso sud, fino al limite della Riserva del Contrafforte pliocenico, ed è delimitato a est dal corso del torrente Savena e a ovest da quello del fiume Reno.

“Un risultato di assoluta importanza” lo ha definito l’assessore all’Ambiente, Emanuele Burgin. “Si tratta di un’opportunità di valorizzazione del territorio”, con cui si rafforza la tutela del paesaggio “attraverso un istituto sovraordinato al quale i piani urbanistici dei comuni dovranno sempre mantenersi coerenti”. L’obiettivo del provvedimento è anche quello di aprire la strada ai finanziamenti stanziati dall’Unione europea e dalla Regione, per la valorizzazione delle aree protette. Come spiega sempre l’assessore Burgin: “Confidiamo godere di accessi privilegiati ai fondi regionali e comunitari per realizzare i programmi gestionali di natura agricola, turistica e di tutela della biodiversità”.

Ma non solo. Sempre da palazzo Malvezzi spiegano che “le finalità istitutive del Paesaggio protetto mirano all’individuazione e all’attuazione di azioni specifiche per arrestare la perdita della biodiversità attraverso il sostegno e la valorizzazione delle realtà socio-economiche e culturali locali”. In particolare, “salvaguardando e potenziando il patrimonio paesaggistico, valorizzando il sistema delle aree verdi pubbliche presenti, e promuovendo una fruizione compatibile con la conservazione del patrimonio naturale”.