“Abbiamo deciso di andare sulla luna. Abbiamo deciso di andare sulla luna in questo decennio e di impegnarci anche in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità, perché accettiamo di buon grado questa sfida, non abbiamo intenzione di rimandarla e siamo determinati a vincerla, insieme a tutte le altre. Per questo motivo, ritengo che la decisione dello scorso anno di intensificare il nostro impegno nello spazio sia tra quelle più importanti prese durante il mio mandato presidenziale. Abbiamo visitato i cantieri in cui sono in costruzione le strutture necessarie per l’esplorazione più imponente e complessa della storia dell’umanità. Abbiamo sentito tremare la terra e l’aria circostante durante il test del razzo vettore Saturn C-1, molto più potente della navetta Atlas che ha portato in orbita John Glenn e che è in grado di produrre un’energia equivalente a 10.000 automobili funzionanti a piena potenza. Abbiamo visitato il luogo dove i cinque motori del razzo F-1, ognuno potente quanto tutti gli otto motori del razzo Saturn messi insieme, verranno riuniti per costruire il nuovo missile Saturn avanzato, che sarà assemblato in un nuovo edificio da edificare a Cape Canaveral. Questa nuova struttura sarà alta quanto 48 piani, con una superficie analoga a quella di un isolato e lunga il doppio del campo sportivo in cui ci troviamo. Nel corso degli ultimi 19 mesi, almeno 45 satelliti hanno orbitato intorno alla terra e circa 40 di essi riportano la dicitura “Prodotto negli Stati Uniti d’America”. Si tratta di apparecchiature molto più complesse e che hanno fornito all’umanità molte più conoscenze rispetto a quelle dell’Unione Sovietica”. 

Dal discorso di Kennedy il 12 ottobre 1962 alla Rice University, Texas

Il Fatto Quotidiano del Lunedì, 6 gennaio 2014

(Foto Lapresse)