Iniziano i trasferimenti dei migranti dal centro di prima accoglienza di Lampedusa. A comunicarlo a RaiNews24, in collegamento telefonico, è stato il deputato Pd Khalid Chaouki, che si era rinchiuso nel centro per protesta.

“Stamane parte il primo gruppo con un volo diretto a Palermo e poi un secondo gruppo partirà nel primo pomeriggio”, ha spiegato il deputato Pd. “Io rimarrò qui fino all’ultimo dei profughi e voglio essere certo che se ne vadano tutti”. E anche sul suo profilo facebook Chaouki ha scritto: “Iniziano i trasferimenti da Lampedusa. Due voli e dovremmo essere riusciti finalmente a liberare questo centro entro oggi. Grazie a chi in queste ore sta sostenendo questa nostra battaglia comune e grazie al governo per averci ascoltato! Buongiorno da Lampedusa”.

“Il Ministero della Giustizia ha detto sì a una soluzione intermedia per consentire anche ai 17 testimoni di giustizia (7 del naufragio del 3 ottobre e 10 di quello dell’11 ottobre) ospitati nel centro d’accoglienza di Lampedusa, di lasciare il Cpa per essere trasferiti in un altra struttura dell’isola. Adesso si attende l’ok del Viminale”, a dirlo il deputato Choauki. “Resto qui – ha aggiunto – in attesa del sì del Ministero dell’Interno”. Intanto, gli altri 169 ospiti sono partiti a bordo di due voli diretti a Palermo e Roma.

Intanto arriva il plauso del ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge per la decisione di trasferire di alcuni migranti verso altri centri. “Gli ultimi fatti confermano la necessità di modificare un sistema che ha portato tensioni e difficoltà all’interno dei centri”, afferma il ministro, che si impegna a ripensare e migliorare, “di concerto con il Governo”, le misure di accoglienza.

Il governo, intanto, ha fatto sapere attraverso le parole del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico: “Entro oggi, il Cie di Lampedusa verrà svuotato dalla presenza di circa 200 migranti. Resteranno solo i 17 superstiti del naufragio del 3 ottobre, non ancora identificati con certezza e in attesa di essere ascoltati dalla magistratura agrigentina. Ma anche per loro, d’intesa con l’autorità giudiziaria, stiamo cercando un’altra soluzione di accoglienza”.