Da una parte si potrebbe dire che almeno lei ammette lo sbaglio. “Chiedo scusa. Nell’imbarazzo totale voglio affermare che ieri, nel corso delle ripetute e continue votazioni di un’infinità di modifiche al decreto enti locali in discussione al Senato, ho votato erroneamente, fidandomi delle indicazioni del nostro gruppo, un emendamento riferito al gioco d’azzardo”. A scrivere queste parole affidate a un comunicato stampa, è Leana Pignedoli, deputata del Partito democratico di Reggio Emilia, che spiega il suo voto a favore dell’emendamento cosiddetto pro-slot machine. “Nel marasma delle decine di emendamenti – ammette – non mi sono resa conto di una norma che, seppure abbia una logica contabile, è in totale contrasto con ciò che andiamo dicendo sul disincentivo al gioco e il ruolo dei Comuni”. 

La senatrice Pignedoli ammette anche che, nonostante le tante lacrime di coccodrillo versate nelle ore successive all’approvazione dell’emendamento, la frittata ormai è fatta e almeno sino a gennaio non c’è speranza di cambiare la norma: “Al momento purtroppo, il regolamento del Senato, non permette più di presentare una misura di soppressione, quindi la relatrice ha presentato un ordine del giorno che impegna il governo a una modifica immediata della stortura che si è verificata ed è già previsto che verrà risolto all’interno della Delega fiscale che si approverà nel mese di gennaio”. A votare contro invece, oltre a quattro dissidenti Pd (Laura Puppato, Lucrezia Ricchiuti, Roberto Ruta e Stefano Vaccari) sono stati i 128 parlamentari del Movimento 5 stelle, Sinistra ecologia e libertà, Forza Italia e Lega nord.

La senatrice Pignedoli nel suo mea culpa sembra stracciarsi le vesti, vista anche la sua provenienza politica: “Ancora più è grave che l’abbia votato io che vengo dall’Emilia Romagna dove lo scorso luglio l’assemblea legislativa regionale ha approvato una Legge di contrasto al gioco d’azzardo (promossa dal nostro consigliere Beppe Pagani) che prevede un’alleanza virtuosa tra scuole, enti locali, forze dell’ordine, commercianti, operatori socio-sanitari e volontariato per il contrasto alle ludopatie”. La parlamentare conclude con le scuse e niente più: “Chiedo scusa per questa colpevole distrazione agli elettori, ai Comuni, a quanti si stanno adoperando perché questa piaga venga progressivamente eliminata”.