Enrico Letta non c’è, ma è a lui che si rivolgono i due principali sfidanti alla segreteria del Partito democratico, riuniti a Roma davanti ai delegati arrivati da tutta Italia per partecipare all’importante passaggio congressuale in vista delle primarie dell’8 dicembre. Prima Gianni Cuperlo che ha chiesto al governo di “raccogliere” i frutti approfittando della spaccatura interna degli avversari, divisi tra i falchi di Forza Italia e le colombe del Nuovo centrodestra: “Basta con gli alibi, perché dovremmo aspettare il 9 dicembre?”, ha chiesto il deputato triestino, uscito sconfitto dal voto nei circoli

Poi Matteo Renzi che chiede a “Enrico” di “sfruttare le nostre idee” dopo aver “ampiamente usato la nostra lealtà, pazienza e responsabilità“. Esortazioni che sembrano stridere con l’elogio dell’unità del partito contenuto nel messaggio inviato dal premier Letta che ha scelto di non partecipare al congresso promettendo però di essere “in prima fila” per votare alle primarie: “C’è unità a dispetto delle appartenenze del passato e delle divergenze del presente – ha scritto il presidente del Consiglio – C’è la competizione leale tra proposte politiche. Ci sono le primarie”. 

A sfidarsi l’8 dicembre saranno appunto Renzi (45,34 per cento dei voti), Cuperlo (39,44 per cento), Civati (9,43 per cento). Resta fuori dalla competizione delle primarie Gianni Pittella che ha preso quasi il 5,80% dei voti ai congressi. “Siamo un grande partito. A chi ci chiede cosa ci fate nel Pd dobbiamo dire cosa ci fate fuori? Anche io come Pittella voglio un partito più largo, voglio che alla convenzione la prossima volta ci sia Sel, ci sia la tradizione ambientalista, repubblicana – ha esordito Civati – Mi assumo le mie responsabilità sul caso Cancellieri. Vorrei che il profilo del Pd avesse un sinonimo: la coerenza, dire e fare la stessa cosa”.  Civati ha elogiato il “lavoro straordinario” di Letta pur sottolineando il proprio “disagio” nei confronti delle larghe intese. “Ritengo che sia uno schema troppo impegnativo per un partito di alternativa come il nostro”.

Cuperlo vs Renzi: Se vuoi fare il segretario, non lo fai come secondo lavoro” – Senza mai nominarlo, Cuperlo riserva una frecciata al competitor Matteo Renzi: “Se ti candidi alla segreteria del Pd non lo fai come secondo lavoro“. Una frecciata a cui il sindaco di Firenze risponde rivendicando “di essere sindaco in un Paese in cui i sindaci sono stati considerati semmai troppo poco”. Il deputato triestino ha ringraziato i militanti del Pd senza i quali “nessuno può immaginare di cavarsela da solo”: “Non è una buona idea annunciare che di loro si può fare a meno. Perché è più facile il contrario. Se a un partito togli gli iscritti è come levare le gambe al tavolo. Non è più un partito”. Decrivendo la propria idea di partito pesante, contrapposto al “partito leggero chiesto da Renzi, Cuperlo ha chiesto al presidente del Consiglio di “essere esigente”: “E’ tempo di esserlo – ha detto davanti ai delegati – E’ tempo di dire al nostro governo: troviamo insieme il coraggio di fare quello che il Paese si attende da noi. Ma buttiamole via, una volta per tutte, le ricette che ci hanno portato dove siamo. Non basta criticarle. Vanno cestinate. Il congresso della forza più grande del centrosinistra serve anche a questo. A capire le differenze che ci separano. Discutere. Scegliere“.

Renzi: “Doppio incarico? I sindaci considerati troppo poco” – La scuola è fra le priorità del candidato Renzi. “Il Pd deve fare una gigantesca campagna per la scuola, non si parte dallo spread ma dalla scuola, dagli asili nido. La prima iniziativa che faremo è sulla scuola – ha detto il sindaco di Firenze – Non credo che l’Italia diventi un discount se arriva un investitore spagnolo. Sono orgoglioso che la azienda che ha maggior numero dipendenti di Firenze sia stata privatizzata, è arrivata General Electric con un investimento. Mi interessa che sia pubblica la rete. Gestione pubblico e privato dipende da che cosa significa. L’imprenditore non lo misuri sulla base del passaporto, ma lo giudichi se pensa solo a speculare in finanza”. Scatto di orgoglio di Renzi che ribatte così a Cuperlo sulla questione del doppio incarico come sindaco-segretario Pd. “Rivendico di essere sindaco in un Paese in cui i sindaci sono stati considerati troppo poco”, ha sottolineato Renzi. E in tema di riforme il sindaco-rottamatore ha annunciato: “Se diventerò segretario del Pd, chiederò di portare alla Camera la legge elettorale. Basta con l’assurdo giochino del Senato”.

Letta: “Niente congresso, ma voterò alle primarie” – Alla Convenzione il premier Enrico Letta ha inviato un messaggio. “Il Pd – ha scritto Letta – per molti di noi è una conquista, una comunità in cui sentirsi a casa. Ci sono le primarie. Ho scelto di rimanere fuori dal congresso, le istituzioni prima di tutto, rivendico questa scelta con la convinzione che le primarie siano una straordinaria prova di partecipazione, la risposta alle tante degenerazioni emerse fra politica e società. Più volte ho ripetuto che dalla crisi si esce solo insieme, per costruire il futuro di questo Paese cui sto dedicando tutto me stesso, cercando di onorare il mandato conferitomi”.