Un piatto di pastasciutta, una pizza margherita con tanto basilico, una fetta di pane fresco con un filo d’olio di oliva extravergine. Tutti alimenti che nell’immaginario evocano la dieta mediterranea, il nostro più noto biglietto da visita nel mondo. Ma i giovanissimi cosa ne pensano? E soprattutto quanto ne sanno del regime alimentare più sano per eccellenza? A farsi questa domanda, e a riproporla a 595 giovani studenti, ci hanno pensato i ricercatori dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove dal 2012 esiste un Centro Ricerche Sociali sula Dieta Mediterranea.

Gli intervistati, età media 21 anni, sono residenti in quattro regioni italiane: oltre alla Campania, sono rappresentate Lombardia, Umbria e Sicilia. È emerso che la prima pietanze associata alla dieta mediterranea è la pasta. I classici spaghetti al pomodoro la fanno da padrone nelle risposte dei ragazzi. Al secondo posto c’è l’olio di oliva, ma solo per siciliani, umbri e lombardi. Non per i campani, probabilmente perché a piedi del Vesuvio l’olio buono non è considerato un alimento ma un condimento, il principe dei condimenti.

Un altro aspetto della ricerca che non mette d’accordo Nord e Sud è il pranzo della domenica. La ritualità delle portate abbondanti che si susseguono in tavola permane soltanto nel Meridione. Basti pensare che la metà dei giovani lombardi non ha fatto distinzioni fra un pranzo consumato nei giorni feriali da quello del giorno della festa domenicale. Cosa si mangia a Napoli nel settimo giorno? Un menu a base di carne, risponde quasi l’85% dei giovani campani (il 27% ha indicato invece un pasto a base di pesce). Quindi gnocchi o lasagne con l’immancabile pomodoro nel capoluogo campano, mentre in quello siciliano la domenica è rigoroso mangiare la pasta al forno con condimento a base di carne, seguita da un secondo, anch’esso di carne. Anche a Perugia largo alla pasta fresca o al forno, ma comunque al ragù.

E del binomio dieta e salute, cosa ne pensano questi ragazzi? A Napoli il 50,6% associa le due cose. Per il 50% dei milanesi la dieta mediterranea è soprattutto un bene culturale. A Palermo (63%) e Perugia (60%) la si associa soprattutto, e semplicemente, al buon cibo.

Sul fatto che la dieta mediterranea abbia ricevuto, tre anni fa, il riconoscimento dell’Unesco (era il 16 novembre del 2010), non tutti si sono mostrati informati: ne erano a conoscenza 23 studenti lombardi su 100, poco meno di 16 a Perugia; il dato più basso a Napoli (10,8%) e il più alto a Palermo (addirittura 57,9%).

www.puntarellarossa.it