Il Paese non cresce, il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri non si dimette e sulla legge di stabilità pesa ancora l’incognita della decadenza di Silvio Berlusconi. Matteo Renzi può ancora aspettare il congresso del Partito democratico, l’approvazione della legge di stabilità, la data per le elezioni politiche? O sarebbe meglio per l’Italia che si offrisse da subito come leader? “Leader adesso” è il titolo della settima puntata di Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro in onda giovedì 7 novembre, alle 21.10, su La7 e in diretta streaming su ilfattoquotidiano.it. Ospite in studio proprio Matteo Renzi che proverà a spiegare la sua ricetta politica per salvare il Paese. In collegamento Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia in quota Pd e professore di filosofia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Intanto l’Ordine dei giornalisti del Lazio ha archiviato la posizione di Michele Santoro rispetto alla puntata di Servizio Pubblico del 17 ottobre scorso durante la quale è andata in onda l’intervista in cui Michelle Bonev parlava del rapporto lesbico con Francesca Pascale.  Nella riunione del 29 ottobre il Consiglio ha infatti archiviato la segnalazione inviata da Paolo Pirovano, segretario dell’Ordine nazionale non ravvisando “gli elementi per un rinvio del caso al Consiglio territoriale di disciplina”. “Dopo aver visionato la puntata in questione e un’ampia rassegna stampa di articoli sulla stessa materia pubblicati in data precedente alla trasmissione di Santoro – si legge sul sito dell’Ordine dei giornalisti del lazio – non sono stati ravvisati gli elementi per un rinvio del caso al Consiglio territoriale di disciplina”.

“Guardando la puntata di Servizio Pubblico – aveva detto Pirovano criticando l’intervista alla Bonev – ho capito che per Santoro esistono donne di serie A e donne di serie B. Probabilmente secondo lui e secondo coloro i quali amano spiare dal buco della serratura i diritti da tutelare per quanto riguarda i dati sensibili valgono solo per le sue amiche. Ricordo a Santoro che fin quando esiste l’Ordine, le regole vanno rispettate e sono uguali per tutti”. Di qui la richiesta agli uffici competenti di inviare un’informativa all’Ordine regionale, poi archiviata.