“Andiamo al voto subito in qualsiasi modo”. Beppe Grillo è arrivato a sorpresa in Senato, all’insaputa di quasi tutti gli eletti del Movimento 5 Stelle, per un confronto chiarificatore con i suoi. E dopo un incontro a porte chiuse con gli eletti, ha parlato con i giornalisti. “Non vogliamo governare”, ha detto il leader, “ma cambiare lo Stato: tocca rifarlo perché non c’è. Voglio la prova degli italiani: andiamo al voto, se perdiamo, io non ho più voglia di continuare”. Elezioni subito, ma tenendo ben presente la necessità di una riforma della legge elettorale: “Il Napolitanellum sarebbe peggio del Porcellum. Comunque ascolteremo gli specialisti e poi faremo una nostra proposta, ma la legge elettorale deve entrare in Costituzione, così almeno non cambia”. Grillo si è presentato da solo per l’atteso confronto con i parlamentari. Ad aspettarlo la capogruppo Paola Taverna e alcuni collaboratori dello staff che hanno organizzato una conferenza stampa per incontrare i giornalisti e presentare il Sistema operativo per la partecipazione dal basso.

Video di Manolo Lanaro

Subito Grillo si è rivolto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha invitato il gruppo a 5 Stelle per un confronto “tardivo”, dopo il vertice con il governo e la maggioranza: “Il signor Napolitano non svolge più le funzioni di un presidente della Repubblica. Si chiude in una stanza per parlare con 4-5 persone, ma scherziamo? Non essere andati al Quirinale per discutere di legge elettorale non è uno sgarbo. Non voglio che lo si veda così. Con i giochi già fatti bisognava andare li a far cosa? Con Napolitano c’è un rapporto che si è complicato, almeno per me. E’ un anziano signore con cui abbiamo seri problemi. Io non mi permetto di giudicare il presidente della Repubblica, ma qui stiamo andando verso una deriva di qualcosa di strano”. E sul tema dell’impeachment, interrogato dal fattoquotidiano.it, non ha mostrato esitazioni: “Lo chiederemo per Napolitano perché non rappresenta più il popolo italiano, è di parte. Su questo decido io. Secondo i nostri sondaggi Napolitano è all’ultimo posto di gradimento di tutti i presidenti della Repubblica italiana. La richiesta non sarà mai approvata, occorre la maggioranza di due terzi. Ci ho parlato due volte con questo signore qua: ha quasi 90 anni ed è da 60 anni in politica, è una persona furba e molto scaltra. A quell’età o sei saggio o sei furbo, lui è molto furbo”. 

La prima richiesta di un incontro con gli eletti del Movimento 5 Stelle era arrivata dopo le polemiche sull’emendamento presentato dai senatori Buccarella e Cioffi per l’abolizione del reato di immigrazione clandestina. In quell’occasione Beppe Grillo aveva sconfessato l’operato “indipendente” dei due eletti. Così l’assemblea di deputati e senatori aveva richiesto un incontro a Roma con il leader. Ma dall’invito alla pratica il passaggio è stato difficoltoso. Prima l’annuncio di una visita fuori porta a Roma, poi il rifiuto dei parlamentari a 5 Stelle: “Vogliamo che venga in Parlamento“. Infine le elezioni in Trentino Alto Adige e il mini tour a Bolzano e Trento a complicare la trasferta.

Così Grillo ha scelto l’effetto sorpresa. E ha spiegato la sua posizione in merito al tema dell’immigrazione: “Abbiamo opinioni diverse ma lì si è trattato di un discorso di procedure. Io non ne sapevo nulla, Casaleggio non ne sapeva niente e neanche i capigruppo. Non si decide in 4 o 5 su una cosa così, deve essere oggetto di un referendum. Ognuno può avere idee a favore o contro. Desta o sinistra si giocano l’identità su questo tema, pur essendo convissuti come gemelli siamesi. Creano tifoserie e così vai fuori gioco”. Prima di raggiungere gli eletti radunati in Parlamento, Grillo commenta il risultato elettorale in Trentino Alto Adige: “Siamo entrati in Alto Adige dove mi hanno salutato come Grillo ma detto con la K. Abbiamo messo dentro uno che è una meraviglia, è stato il più grande successo da quando esistiamo, un successo stratosferico”.

Al termine dell’incontro in Senato, il leader ha incontrato la stampa. Al suo fianco Laura Bottici, questore e Paola Taverna, capogruppo a Palazzo Madama. “E’ la seconda volta che sono qui. Ho visto i cosiddetti dissidenti, delle persone intelligenti, che dicono delle cose sensate”. Sull’immigrazione ha precisato: “Si sono mescolate tante cose, dobbiamo sederci a un tavolo europeo e discutere il perché di questa situazione. Io mi incazzo quando mi dicono che sono euroscettico: non sono scettico di niente, ma voglio capire. Questa Europa qui non va bene e ci sta riducendo senza sovranità. Chi ci guadagna dietro i disperati? E’ facile fare i buonisti, poi succedono cose che non devono succedere in un Paese civile. La deriva è molto avanti: qui non stanno nascendo movimenti estremisti perché c’è il Movimento 5 Stelle”. E promette che lui e Casaleggio saranno più presenti in Parlamento per parlare: “Sono un ex comico, populista e pregiudicato. Non ho la soluzione di tutto, ma sono qui per dare conforto. Io non sono un candidato non ho la cultura né la volontà di farlo”. 

Le critiche più forti vanno come sempre alla classe politica attuale: “Se non iniziamo a dire andate via, fate gli uomini per una volta. Sono 30 anni che stanno lì a prendere i soldi. Letta parla dei rimborsi elettorali ma li blocca dopo il 2018, certo è bravo a prendere per il sedere. I partiti sono finiti, si sono dissolti, grazie al Movimento 5 Stelle. Il dialogo in politica deve cambiare, ma non con questi politici”.