E’ di Maria Grazie Trecarichi il corpo ritrovato nel relitto della Concordia lo scorso 11 ottobre. Sono compatibili con il codice genetico della donna i resti umani trovati sul ponte 3 della nave naufragata all’isola del Giglio. Dopo il riconoscimento da parte dei familiari, la conferma arriva dalla perizia del Dna i cui risultati sono stati comunicati dalla polizia scientifica di Roma al tribunale di Grosseto. Appresa la notizia, il marito della donna, Elio Vincenzi, ha detto: “Credo che alla fine della prossima settimana il corpo di mia moglie potrebbe essere già essere a Leonforte (En) dove per sua volontà si farà il funerale“.

Il corpo di una dei due dispersi nel naufragio del 13 gennaio 2012 è stato ritrovato dai sommozzatori all’interno della nave in avanzato stato di decomposizione. Inizialmente si era ipotizzato potessero appartenere al cameriere indiano, Russel Rebello, altro dei due dispersi. Da un esame più accurato è stato accertato che le scarpe erano da donna. E proprio le scarpe, insieme a una catenina d’oro sono state riconosciute come appartenenti alla donna dal marito. La figlia della coppia, anche lei sulla Costa Concordia insieme al fidanzato e la madre, ha invece riconosciuto la catenina. La ragazza si salvò dal naufragio proprio perché la madre cedette il posto nella scialuppa a lei e al suo fidanzato. Il riconoscimento e’ avvenuto attraverso delle foto alla presenza di un funzionario della Costa Crociere. Il gioiello era un regalo per il compleanno della Trecarichi che proprio la notte della tragedia compiva 50 anni.

Altri frammenti ossei sono stati trovati tra il 10 ottobre ed il 14 ottobre in una zona del relitto dove sono stati recuperati i resti di Maria Grazia Trecarichi. Potrebbero essere quelli di Rebello. Si tratta di una zona del relitto dove e’ pericoloso immergersi e dove la visibilità e’ molto ridotta: anche da qui l’ipotesi, per ora solo presa in esame, di proseguire le ricerche dei resti una volta messa definitivamente in sicurezza la Concordia una volta rimessa in galleggiamento per essere trasferita nel porto in cui sara’ destinata per lo smantellamento.