L’accusa è quella di essere diventato un “negazionista dell’Olocausto“.  Un’ondata di critiche e insulti si è levata dal web nei confronti del matematico Piergiorgio Odifreddi, che viene accusato dagli internauti per due articoli sul caso Priebke pubblicati sul suo blog. Nel primo Odifreddi ha criticato la Chiesa cattolica per non avere concesso i funerali all’ex Ss. Il secondo, intitolato “Stabilire la verità storica per legge”, parla – sempre a proposito delle esequie – di scontro di “due tipi contrapposti e complementari di fanatismo” davanti alla salma di “un uomo senza vita, dunque con meno valore di un animale o un vegetale, dopo che paradossalmente per vent’anni era stata accettata senza grossi problemi la sua presenza a Roma da vivo”.

Ma da quanto è possibile ricostruire dalla ragnatela dei messaggi sui social network, sembra che sia stata soprattutto la risposta che ha dato a un lettore a scatenare i commenti successivi. Il matematico, toccando l’argomento dei “miti storici”, afferma di essere “vicino” alle posizioni del suo interlocutore su Norimberga quando afferma: “Il processo è stata un’opera di propaganda”. Quindi conclude così: “Non entro nello specifico delle camere a gas, perché di esse ‘so appunto soltanto ciò che mi è stato fornito dal ‘ministero della propaganda’ alleato nel dopoguerra, e non avendo mai fatto ricerche, e non essendo uno storico, non posso fare altro che ‘uniformarmi’ all’opinione comune; ma almeno sono cosciente del fatto che di opinione si tratti, e che le cose possano stare molto diversamente da come mi è stato insegnato” (leggi).

Odifreddi, sul blog, ha pubblicato il testo di un’email che ha inviato al giornalista Gianni Riotta in replica a un suo tweet: “Capisco che mantenere un barlume di lucidità in tempi come questi possa costare fatica, ma io non voglio essere coinvolto in questo gioco al massacro e non accetto che le cose che dico possano essere ridotte a uno scambio di ‘cinguettii’ da parte di chi non parla più se non in frasi da 150 caratteri”. Nel 2012, sullo stesso blog sul sito di Repubblica, era stato censurato un post del matematico su Medio Oriente e Israele