Una stanza un metro per due, uno stanzino in realtà. Ma nel Pd alle prese con la ricerca delle regole (venerdì è prevista la direzione, ndr) anche un ufficio da destinare all’ex leader diventa un caso, anzi un casus belli.  Pier Luigi Bersani ex segretario del Pd non avrà il suo ufficio al Nazareno, sede del partito. Ci ha rinunciato dopo un polverone, tanto da dover far intervenire un alto dirigente del partito. “Tra le tante (troppe) polemiche inutili nel Pd, quella sulla stanza di Bersani è la più stupida e assurda. Lo voglio dire con la massima chiarezza: il Partito democratico è e rimarrà la casa di tutti, a partire da coloro che si sono assunti la responsabilità di guidarlo dalla sua nascita in avanti e che meritano rispetto e gratitudine. Vale per Pier Luigi Bersani, così come per Walter Veltroni, Dario Franceschini e oggi Guglielmo Epifani” ha dichiarato il tesoriere del Pd, Antonio Misiani, smentendo che all’ex segretario sia stato chiesto di liberare la stanza che ancora occupa nella sede nazionale al Nazareno.

Tutto sarebbe nato, si mormora nei corridoi del partito, dalle critiche sottotraccia di alcuni suoi colleghi. Tanto da farlo rinunciare al candidato premier, per la prima volta, a quanto pare, ad una prassi consolidata, visto che da anni gli ex leader avrebbero diritto ad un proprio ufficio. La vicenda è stata portata oggi alla luce dalla Velina Rossa di Pasquale Laurito . “Si è perso – scrive il giornalista – ogni ritegno e si ha la sensazione che non esista più rispetto per chi ha lavorato per il partito. Gli uomini possono essere criticati per le loro scelte, ma quando si arriva ad essere maleducati e a polemizzare perfino sulla stanza che spetta ad un ex segretario di partito, c’è davvero da allarmarsi. Evidentemente ci sono già i gerarchetti pronti a compiacere il nuovo ducetto”. Ma che un problema ci sia stato sulla stanza dell’ex segretario è indubitabile, visto l’intervento ufficiale del tesoriere. Bersani, che giovedì farà una manifestazione a sostegno di Gianni Cuperlo, i ogni caso dovrà probabilmente trovare un’alternativa, visto che neppure al gruppo di Montecitorio ha una stanza privata.