“C’è un’asse che si sta creando per salvare Berlusconi”. Così Mario Giarrusso, senatore del M5S e membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, ospite a ‘L’intervista’ su SkyTg 24 sulla vicenda del voto sulla decadenza del Cavaliere. Giarrusso si è detto sicuro che nelle file del Movimento non ci saranno né defezioni né traditori durante il voto. E che nessuno di loro sosterrà un Letta-bis. Al contrario, per il senatore, è dentro al Pd che vanno cercati i senatori pronti a salvare Berlusconi. Quanto al voto palese, palesemente osteggiato dal Pdl e frenato anche dal presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso, Giarrusso si dice sicuro: “Abbiamo già cambiato il regolamento del Senato e si è fatto in poco meno di un giorno. Chi dice che  servono tempi biblici evidentemente non conosce il regolamento. Non abbiamo timore per come voteranno i nostri colleghi – aggiunge – ma per come potrebbero votare gli altri. Timori del resto espressi anche da Laura Puppato e da Felice Casson del Pd. C’è un’asse che si sta creando per salvare Berlusconi. Noi vogliamo il voto palese per una questione di pulizia”.

Giarrusso è stato anche molto critico sull’ipotesi di grazia al Cavaliere: “Se il presidente della Repubblica intende interferire con la grazia sul potere giurisdizionale su una sentenza passata in giudicato è l’ennesimo attacco alla nostra Costituzione e noi chiederemo l’impeachment, perché è una cosa inammissibile. La concessione della grazia – ha aggiunto – si fa per motivi umanitari che in questo caso non sussistono, è eversione della Carta costituzionale dare la grazia per motivi politici”.

E sulla vicenda della decadenza di Silvio Berlusconi è intervenuto anche Luciano Violante. Già al centro delle polemiche delle scorse settimane per il famigerato “Lodo” – sempre smentito dal diretto interessato, ma usato anche all’interno dei democratici per giustificare un ricorso alla Consulta sulla legge Severino – l’ex presidente della Camera è intervenuto a margine della festa dell’Udc che oggi chiude i battenti limitandosi a un “sul voto palese decide il senato”.

La festa dei centristi è stata chiusa dal leader Pier Ferdinando Casini, che ha lanciato attacchi proprio al movimento e ha invece difeso l’operato del governo Letta: “Il rinnovamento va bene – ha detto Casini – ma poi andiamo in Parlamento e vediamo che il rinnovamento coincide con l’occupazione dei tetti. Allora è meglio il professionismo politico”. Quanto al futuro dell’esecutivo, Casini ha mandato messaggi al Pdl: “Chi farà cadere Letta si assumerà una responsabilità grandissima e con costoro dico chiaramente non sarà possibile nessun tipo di alleanza politico o di solidarietà politica in futuro”.