Le gambe che sostengono il governo insomma continuano a tremare. Il Pdl si prepara a una serata decisiva nella giunta per le elezioni che deve decidere sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. I berlusconiani continuano mandare messaggi agli alleati di governo. Più che messaggi, minacce. Quello che deve passare – nella vulgata – è che se cade il governo, la colpa sarà del Pd che ha buttato giù il Cavaliere. E allora esce allo scoperto anche Angelino Alfano: circostanza significativa due volte: primo, perché Alfano è solitamente inteso come il normalizzatore dei “falchi”; secondo, perché è il vicepresidente del Consiglio (oltreché segretario del Pdl). “Siamo esterrefatti – dice Alfano – per il comportamento del Partito Democratico in Giunta. Pur di eliminare per via giudiziaria lo storico nemico politico, preferiscono mettere in ginocchio il Paese”. Alfano critica la decisione di applicare “retroattivamente, in fretta e furia, una norma che ormai innumerevoli giuristi, personalità neutre e di sereno giudizio, ritengono pacificamente irretroattiva. Tutto ciò è davvero incredibile oltre che insopportabile”. Parla anche il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello, il più “governista” dei berlusconiani: “Se non si fanno atti inconsulti da una parte e dall’altra, il governo non cade. Noi non abbiamo intenzione di fare atti inconsulti ma nemmeno di subirli”. Ma il capogruppo alla Camera Renato Brunetta sintetizza in termini chiari: “Se il Partito democratico assieme ai grillini decide, già questa sera, di votare contro le pregiudiziali del relatore Augello, il Partito democratico fa decadere il governo Letta, molto semplicemente. Non fa decadere il senatore Berlusconi, perché rompe la maggioranza”. Per Mariastella Gelmini nel Pd si sta facendo una “corsa contro il tempo per eliminarlo”. Fabrizio Cicchitto parla di “ultima spiaggia”. Fuori dai denti secondo Brunetta è già pronta una maggioranza alternativa: “Pd, Sel e una ventina di fuoriusciti dei Cinque Stelle”.  Insomma: è il momento di dare fuoco alle polveri. Il presidente del Consiglio Enrico Letta l’ha capito e ha annullato l’intervento alla Summer School del Pdl a Frascati: non si sa ufficialmente perché, ma si può ipotizzare che preferisca restare a Roma. Un parziale segno di distensione è arrivato con la cancellazione dell’incontro tra Berlusconi e i parlamentari del Pdl: potrebbe un segnale di raffreddamento di temperatura nella maggioranza.

Renato Schifani – ieri scatenatissimo su tv e agenzie di stampa – ha riunito i componenti del Pdl della giunta per fare il punto della situazione sulla strategia da tenere in commissione. La seduta è aggiornata alle 20 e prevede la discussione sulle tre pregiudiziali proposte dal relatore del “caso Berlusconi” Andrea Augello (Pdl). Ma, come già annunciato, è spuntata una quarta pregiudiziale, che sarà presentata da Lucio Malan e sarà votata insieme alle altre tre. “Nella mia pregiudiziale – spiega Malan – pongo la questione sulla amministratività della decadenza, che secondo me è assurda, visto che la pena deriva dalla commissione di un reato e quindi va considerata penale. La decadenza è afflittiva tanto quanto il carcere. Inoltre ricordo un precedente per cui l’Italia trattando amministrativamente una pena ritenuta invece penale dalla Corte Ue, è stata condannata ad una severissima penale”. Per chiarire il concetto: perdere il seggio da parlamentare è come finire in carcere. 

Stefàno: “In giunta si avvierà una discussione unica sulle pregiudiziali”
Il presidente Dario Stefàno ha confermato che la Giunta per le elezioni del Senato avvierà stasera una “discussione unica” sulle questioni pregiudiziali presentate da Augello (Pdl). Stefano ha aggiunto che prima della discussione ci sarà spazio per una quarta questione pregiudiziale che sarà presentata dal senatore del Pdl, Lucio Malan. A chi gli chiede se ci sia la possibilità che i tempi in Giunta si allunghino nel caso di una derubricazione delle questioni pregiudiziali a preliminari, Stefano ha risposto: “Resto a quello stabilito ieri”.

Le “pregiudiziali” potrebbero diventare “preliminari”
Ma il nuovo colpo di scena è che in giunta si sta cercando di superare lo scoglio delle pregiudiziali, facendole diventare “preliminari“. In questo modo molto probabilmente non ci sarebbe un voto sulle 4 questioni (che potrebbero essere ripresentati nell’Aula di Palazzo Madama), ma solo sulla relazione finale. I condizionali diventano obbligatori in una vicenda che – con ipotesi e regolamenti non sempre semplici – cambia di ora in ora. Quello che è chiaro è soprattutto che il Pdl ha paura che le 4 pregiudiziali vengano bocciate dalla giunta, il che avrebbe un significato politico forse irreparabile, perché avrebbe alla fine “lo stesso effetto del voto sulla relazione”. Per questo si tenta di trasformare le questioni pregiudiziali in note preliminari: i tecnici insieme al presidente della Giunta Dario Stefàno ci hanno lavorato per mezza giornata.

“Io glielo avevo detto ieri che in una Camera di Consiglio non esisteva che si parlasse di pregiudiziali – commenta il senatore del Pdl Giacomo Caliendo, componente della Giunta – Ma non mi hanno ascoltato”. Stefàno in realtà si era appoggiato alla norma del regolamento che affronta la questione all’articolo 43, secondo il quale: “In Commissione non possono essere decise questioni pregiudiziali o sospensive”, ma “ove siano avanzate e la Commissione sia ad esse favorevole” queste “sono sottoposte, con relazione, all’Assemblea”. E il voto sulle pregiudiziali sarebbe servito proprio a capire se la Giunta fosse favorevole a trasferire la questione all’Aula. Quindi, prosegue la norma, “è ammesso il semplice rinvio della discussione, purché non superi il termine entro il quale la Commissione deve riferire al Senato”. Scelta Civica (che in giunta per le elezioni è rappresentata da Benedetto Della Vedova) sostiene peraltro che “la presentazione di pregiudiziali in giunta per le elezioni è un fatto contrario al regolamento tanto del Senato (articolo 43), quanto della Giunta stessa”. Per questo Linda Lanzillotta e Della Vedova chiedono al presidente del Senato Pietro Grasso di “valutare e approfondire” questo aspetto. 

Le due strade: voto sulle preliminari o voto unico sulla relazione
Al termine di varie riunioni ci si è resi conto che le strade potrebbero essere due: o il Pdl ritira le questioni pregiudiziali e si passa direttamente alla relazione e dunque ad un voto definitivo su questa (ma non oggi); o le “pregiudiziali” vengono derubricate a “preliminari”. Ma in questo caso, spiegano nel Pd, un voto sarebbe necessario lo stesso anche se avrebbe un “impatto” politico minore (rispetto alle pregiudiziali) visto che comunque come figura regolamentare non esisterebbero (nel regolamento si parla infatti solo di “pregiudiziali” o di “sospensive”).

M5S: “Niente giochetti: le pregiudiziali vanno votate in blocco”
L’ipotesi non piace affatto ai Cinque Stelle: “Se qualcuno pensa che si possano fare ‘giochetti’ in Giunta per le elezioni del Senato sbaglia e di grosso – spiega Mario Michele Giarrusso – Il relatore sul caso della decadenza di Berlusconi, Augello, ha presentato la sua relazione nei termini previsti e la stessa non presenta alcuna conclusione sulla decisione da prendere, ma pone questioni pregiudiziali. Le questioni pregiudiziali sono disciplinate al Senato dall’articolo 93 del regolamento, vanno quindi discusse e votate in blocco. Qualsiasi altra richiesta sara’ considerata anomala e fuori dalle regole e come tale avversata e contestata dal Movimento 5 Stelle”.

Malan: “Pregiudiziali diventano preliminari? Non mi risulta”
Ma di nuovo il gioco delle dichiarazioni confonde le acque. Lucio Malan, a chi chiede delle pregiudiziali “derubricate” a preliminari, risponde: “Non mi risulta”. Una proposta che consentirebbe di procedere con una tempistica diversa in Giunta, chiamata a decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Se gli argomenti venissero derubricati come preliminari, infatti, si allungherebbero i tempi a disposizione dei componenti della Giunta per i rispettivi interventi: 20 minuti a testa contro 10 minuti a gruppo. “Vediamo quale sarà la relazione di Augello – dichiara uno dei commissari del Pd, Felice Casson – Se passiamo dalle questioni pregiudiziali a quelle preliminari”. Quanto alla possibilità di concedere più tempo al Pdl, “il tempo lo fissa il regolamento – spiega – Sono otto o nove ore. 10, 20 o 25 minuti non ha importanza. Non facciamo un dramma se qualcuno parla 5 minuti in più, ma poi si voti”.

Augello: “Farò un’integrazione di 25 righe, ma non parlerò”
Nel frattempo, in Giunta si attende ancora la relazione di Augello che aveva annunciato per il primo pomeriggio. “E’ molto probabile a questo punto – spiega il componente della Giunta Enrico Buemi (Psi) – che ce la consegni direttamente alle 20 così poi chiederanno altro tempo per esaminare le carte…”. 
“Il relatore avrebbe dovuto proporre una propria relazione già da ieri – ribadisce la vicepresidente della Giunta Stefania Pezzopane – e quella annunciata per oggi ancora non l’ha presentata. E ha scantonato il suo impegno per fare delle pregiudiziali. Cosa che non era mai avvenuta in Giunta”. “Ora però – prosegue la parlamentare – siamo costretti a fare tutto il possibile per non ostacolare il dialogo. E stasera vedremo cosa succederà…”. 

Secondo il relatore Andrea Augello “siamo su un terreno senza precedenti. E dunque va individuata una nuova procedura condivisa. Anche se non tocca a me farlo, ma alla Giunta. Ho persino chiesto la convocazione dell’Ufficio di Presidenza della Giunta per individuare una strada procedurale da seguire. Ma non mi hanno risposto…”. Il senatore Pdl avverte quindi che l’integrazione della sua relazione la presenterà solo alle 20, quando tornerà a riunirsi la Giunta. “Si tratta solo di 25 righe, rispetto alle 74 cartelle di ieri…”. Ma alla domanda se si chiederà un rinvio per esaminarle non risponde. Ma chiederà o no che non si parli più di pregiudiziali? “Io non chiedo nulla – ribatte – ma vorrei osservare che quello di cui ho parlato ieri si chiama proprio ‘rinvio pregiudiziale’ e mai avrei immaginato che da questo si arrivasse poi a parlare di questioni pregiudiziali vere e proprie, visto che tra l’altro ancora non si è capito se si possono o meno affrontare in Giunta…”. Augello ribadisce quindi che la Giunta è di fatto “giudice di ultima istanza” (“come riconosce la Consulta anche in due recenti sentenze”) e che pertanto le questioni sollevate da lui ieri sul fatto che questa si dovrebbe rivolgere alla Corte di giustizia Ue e alla Consulta hanno senz’altro un fondamento. 

Quanto alla possibilità che vengano presentate delle considerazioni “preliminari” in sostituzione delle questioni pregiudiziali, “non sono io a parlare di pregiudiziali, ma il trattato di Lisbona – spiega – Basta andare su internet per verificare che parla di rinvio pregiudiziale ogni qual volta ci si trovi di fronte al legittimo dubbio che la norma di uno Stato confligga con la normativa comunitaria. Io ho chiesto gentilmente che venisse indicata una procedura condivisa per l’integrazione”.