II prof e le alunne. Il sesso. Segreto, manipolato, “borderline”. E poi la scuola, l’arresto, lo scandalo. Saluzzo reagisce chiudendosi. Troppi taccuini, telecamere, domande. Magistratura, investigatori, avvocati scoprono la ribalta mediatica. I docenti anche. Oltre il portone dell’Istituto Bertoni-Soleri fuggono via. E così la bufera fa dimenticare il senso di questa vicenda: il satanismo. Vera miccia che nella primavera del 2012 ha dato fuoco alle polveri dell’inchiesta coordinata dal procuratore Maria Cristina Bianconi. Un’ombra che pesa sui comuni della Provincia Granda fin dal dicembre 2004, quando una 18enne si suicida gettandosi dall’acquedotto di Savigliano.

In città l’argomento viene catalogato tra i “si dice”. In Procura, invece, le certezze si fanno molto più robuste. E il motivo sta in un appunto firmato dalla professoressa di religione Maria Angela Calamia. Una lettera del cinque aprile 2012 nella quale l’insegnante, descrivendo i punti di una ricerca di gruppo, conferma l’appartenenza al satanismo di almeno quattro allievi della V B dell’Istituto Soleri, sezione dove insegnava anche il prof arrestato per gli abusi sessuali. Fin dalle prime righe, il documento, agli atti dell’indagine, appare esplosivo. La professoressa fa riferimento a una gita scolastica del 2011. Scrive: “A ottobre a Barcellona alcuni allievi della IV M un po’ sgomenti mi comunicano che i ragazzi che stanno in camera con loro dicono di essere satanisti e di fare cose strane con le candele nere”.

Indizi, non vere prove. Ma certo molto più di un sospetto. Quindi la prof entra nel merito della ricerca. “Carlo, Sandro, Marco, Dario (nomi di fantasia, ndr) hanno portato come argomento scelto il satanismo”. Sandro, poi, racconta che “quando andava al liceo scientifico era emarginato dai suoi compagni e sentendosi molto solo e arrabbiato aveva chiesto a Dio aiuto ma non lo aveva avuto. Essendo arrabbiato anche con Lui è stato satanista acido come autodidatta”. La lettera va avanti. Sempre Sandro, annota Maria Angela Calamia, “ha detto che per fortuna non aveva mai avuto un gruppo perché chi appartiene a questi gruppi fa cose criminali come uccidere e suicidarsi”. Carlo, invece, “ha detto che lui appartiene al satanismo religioso di A. Lavey che ha scritto la bibbia satanica facendola vedere ai compagni”.

Annota la prof: “Ho chiesto dove l’aveva presa, ha risposto che era della sua ex ragazza. Hanno sottolineato che non è una realtà criminale ma che è una religione riconosciuta in America e che esiste la chiesa satanica”. Dario, invece, ha deciso di portare “le parafilie sessuali”. La prof: “Al termine della lezione, Dario mi dice che per lui la religione è una droga”. La lettera rappresenta il caposaldo dell’indagine. Eppure, sentita al telefono, Maria Angela Calamia commenta il contenuto del suo appunto senza grande enfasi. “Che fossero satanisti – dice – a scuola lo sapevano tutti”. Ancor prima del 2012. “La loro esposizione – ricorda la prof – fu molto precisa”. E come per la gita scolastica, anche durante l’anno molti alunni andavano da lei confidando i loro timori per quei ragazzi “figli della Saluzzo bene” che scrivevano frasi inquietanti su Facebook. “Mi dicevano: ma è vero o scherzano?”. Non scherzavano. E nonostante questo, in piena coscienza, l’insegnante non segnala la cosa alla preside. Spiega: “In tutte le scuole del mondo ci sono ragazzi che si interessano di questi argomenti, dunque ho preferito proseguire con la prevenzione”. Posizione legittima.

E i ragazzi come hanno reagito quando a fine maggio il Fatto pubblica l’inchiesta sul satanismo? “Uno di loro – ricorda la Calamia – era terrorizzato”. In quello stesso periodo, il professor Valter Giordano fa saltare il “concertino” con una sua allieva, “perché – annota il gip – aveva una riunione con quattro ex studenti”. Tutti compagni di scuola di Paola Vairoletti, la ragazza di 18 anni che si suicidò nel 2004 a Savigliano. Una morte, quella di Vampire (il suo nickname in Rete), da subito collegata ad ambienti satanici. A confermarlo è la stessa professoressa Calamia e i disegni della ragazza (allegati al fascicolo d’indagine) che rappresentano donne avvolte in drappi scuri sollevate da terra.

da Il Fatto Quotidiano del 6 settembre 2013