L’Europa vuole sapere come l’Italia coprirà il mancato gettito derivante dall’addio all’Imu? La risposta del governo arriva a stretto giro di posta, seppur indirettamente. E’ il viceministro dell’Economia Stefano Fassina (Pd) ad anticipare cosa avverrà nei prossimi mesi: nuove tasse. “La cancellazione per tutti di entrambe le rate dell’imposta rende ormai ‘irrimediabile’ l’aumento dell’Iva previsto per il primo ottobre” ha scritto il ‘giovane turco’ in un intervento sull’Huffington Post. “In una fase così difficile – ha spiegato il viceministro – dedicare un miliardo per eliminare l’Imu per meno del 10% degli immobili di maggior valore, ha sottratto preziose risorse a finanziare, ad esempio, il rinvio dell’aumento dell’Iva previsto, oramai irrimediabilmente grazie alla “vittoria” del Pdl sull’Imu, per il 1 ottobre. O per allentare il Patto di Stabilità Interno dei Comuni e rianimare i piccoli cantieri e l’attività di migliaia di imprese artigiane e relativi lavoratori”. Parole dure quelle del numero due di via XX Settembre, nonché molto distanti da quelle di giubilo espresse ieri dalla parte democratica del governo e dal Pdl. L’aumento dell’Iva a ottobre, però, non può che smorzare l’entusiasmo di Enrico Letta, visto che rischia di diventare il prossimo casus belli nell’equilibrio tutt’altro che solido delle larghe intese. La conferma? Prima da Alfano, poi da Brunetta e, dulcis in fundo, direttamente da Berlusconi, che non lascia spazio a interpretazioni: “L’aumento dell’Iva non si deve fare e credo che si possa non fare” ha detto il Cavaliere a Studio Aperto. “L’Iva non va assolutamente aumentata, anche perché non c’è una sicurezza che aumenti le entrate” ha sottolineato l’ex premier, che poi si è detto “convinto” che serva un “alleggerimento” del carico fiscale.

Nuovo ricatto del Pdl in vista? ”Per noi ha avuto davvero il senso di una missione compiuta perché è stata una grande battaglia che abbiamo spiegato agli italiani durante la campagna elettorale e avere centrato questo risultato è davvero straordinario” ha detto il segretario del Pdl al Tg2 a proposito alla cancellazione dell’Imu. Per Alfano, però “è chiaro che lo consideriamo non il nostro successo, ma il successo di milioni di italiani che dovevano pagare una tassa e non dovranno più pagarla”. Poi lo scarto in avanti: “Ora un altro obiettivo importante che abbiamo per settembre è quello di evitare l’aumento dell’Iva di un punto percentuale e siamo fiduciosi di farcela”. Alfano ha anche sottolineato l’importanza delle altre misure varate dal Cdm a favore delle imprese: “Abbiamo stabilito, ieri, di pagare altri dieci miliardi di euro di debiti della Pubblica Amministrazione, dello Stato, alle imprese che sono creditrici. Questo farà funzionare meglio l’economia”.

Sulle parole di Fassina è intervenuto anche Renato Brunetta. A modo suo.”Il viceministro, per amor di polemica e di ideologia, straparla. Non ci sarà alcun aumento dell’Iva da ottobre, come da accordi di maggioranza. Aspettiamo smentite dal ministero dell’Economia e delle finanze. Questo modo di fare del viceministro Fassina non è accettabile, in quanto produce incertezza e confusione. Perché?” si è chiesto il presidente dei deputati del Pdl. In soccorso del collega di partito e di governo, è arrivato l’intervento del ministro degli Affari regionali Graziano Delrio: “E’ chiaro che avere dedicato tante risorse all’abolizione dell’Imu creerà qualche problema in più sulla questione dell’Iva, su questo il viceministro Fassina ha perfettamente ragione” ha detto l’ex sindaco di Reggio Emilia.