Noi siamo qui. E’ una freccetta rossa posizionata su una tradizionale mappa urbana, il logo della Festa dell’Unità di Bologna 2013. E’ lì, alla periferia della città nel classico Parco Nord dove sono passati a far comizi Natta, Occhetto e D’Alema, che il Pd si farà rintracciare dai suoi elettori dopo sei mesi burrascosi di larghe intese con il Pdl“Ridefiniamo il patto con il nostro popolo”, è il mantra del segretario provinciale Raffaele Donini, dopo che il partitone si è gettato a capofitto tra le braccia di Berlusconi per sorreggere il governo di unità nazionale targato Enrico Letta.

E per farlo, una delle Feste dell’Unità tra le più grandi del paese, seppur a finanziamenti ridotti come per il dimezzamento del budget de “La Casa dei Pensieri”, ripropone la classica ricetta del dibattito sotto al tendone con decine di ministri e politici nazionali, ma senza rappresentanti di Pdl, 5 Stelle e Scelta Civica: “E’ una scelta politica precisa”, specifica Donini, “Era ragionevole approfondire i temi affrontati all’interno del nostro partito e nella coalizione di centrosinistra. In compenso abbiamo aperto come non mai alla società civile, alle associazioni di volontariato e a quelle di categoria. Dialogheremo con l’Arcigay e con i sindacati compresa la Fiom. Avevamo invitato Stefano Rodotà e Gino Strada, ma per sovrapposizioni di date non sono riusciti a venire”.

Dal 28 agosto al 22 settembre 2013 andrà dunque in scena la ricucitura di uno strappo emotivo ancora prima che politico, quello tra il partitone e la sua gente, che c’è stato e il cui fantasma ancora si aggira tra gli stand in costruzione: “Siamo l’unica forza politica che organizza un evento così consistente, dinamico, inclusivo sul territorio in centinaia di comuni e province. Ogni anno è un piccolo miracolo che si avvera grazie a un ‘patrimonio Unesco’ come i volontari della Festa”. Un numero che non subisce flessioni, quello dei prestatori d’opera gratuita per il Pd, e che si riconferma anche quest’anno: “La festa costa 30 euro al metro quadro per questo l’abbiamo un po’ ristretta senza togliere quello che già c’era”, afferma il responsabile provinciale Lele Roveri, “inoltre andiamo incontro a chi è in difficoltà economica con prezzi calmierati e ristoranti low cost”.

Incontro al proprio “popolo” vuol anche dire coerenza nella propria attività politica e parlamentare tanto che pare diventare ‘patrimonio dell’Unesco’ anche la dichiarazione ripetuta che il Pd non farà sconti a falchi e colombe del Pdl: “Non ci piegheremo al ricatto della destra e voteremo la decadenza del senatore Silvio Berlusconi”, continua Donini, “Inoltre anche durante la Festa ci confronteremo coi nostri elettori su temi per noi imprescindibili che Letta dovrà ascoltare: l’Imu rimarrà per i redditi più alti e per chi ha case di lusso, un piano economico di supporto per chi è in cassa integrazione e per gli esodati. Infine la riforma elettorale, cioè la l’abrogazione del Porcellum. Per fare questo siamo disponibili al dialogo anche con i 5 Stelle”.

Tema, quest’ultimo, che permette una battuta foriera di polemiche: “Tra l’altro noto che durante l’estate è riscoppiato l’amore tra Grillo e il Porcellum. Strano che apprezzi questa modello di fittizia partecipazione, sarà perché così ci metterà i candidati che vuole lui”.