Oscar Pistorius, l’atleta paralimpico sudafricano accusato di avere ammazzato la sua compagna Reeva Steenkamp la notte di San Valentino, è stato formalmente incriminato oggi per omicidio premeditato. L’ha stabilito il giudice Desmond Nair nell’udienza preliminare del processo, che è coincisa con il giorno in cui che Reeva avrebbe compiuto 30 anni, che è stato poi aggiornato al 3 marzo prossimo alla North Gauteng High Court di Pretoria. Fino a quel giorno l’atleta godrà ancora della libertà su cauzione ottenuta lo scorso 22 febbraio e pagata oltre 200mila dollari: libertà condizionale che Pistorius utilizza anche per correre in pista, ma non in competizioni ufficiali, dove il ritorno appare oramai un miraggio.
 
Anche oggi, come già successo le altre volte che si è presentato in aula, Pistorius è stato accompagnato dal fratello Carl e dalla sorella Aimee: e mentre la sorella pregava in silenzio, lui ascoltava in lacrime e con la testa bassa le parole del pubblico ministero e la decisione del giudice. Poi il magistrato ha consegnato ai legali dell’atleta il fascicolo di otto pagine in cui sono dettagliati i motivi dell’incriminazione, e i nomi delle 107 persone che saranno chiamate a testimoniare. Se oggi le telecamere della televisione sono state tenute fuori dall’aula, quello di marzo si annuncia essere un processo capace a livello mediatico di competere con quello di O.J. Simpson.
 
Come nel caso dell’ex running back di Buffalo e San Francisco, anche lui accusato di avere ucciso la moglie, il personaggio Pistorius trascende infatti l’atleta. Amputato delle gambe da bambino, Pistorius è stato capace non solo di fare incetta di ori paralimpici (nei 100, 200 e 400 metri della categoria T44), ma anche di essere il primo atleta a gareggiare in pista in un’Olimpiade contro i normodotati a Londra 2012. Esempio nel mondo, uomo immagine di note case di abbigliamento, celebrità in patria proprio insieme alla sua ex compagna, l’atleta sudafricano è stato però tutto d’un tratto accusato di avere brutalmente freddato a colpi di pistola Reeva. Come sostiene l’accusa, dopo una furiosa lite avvenuta nella sua blindatissima villa in cui, accecato dalla gelosia, l’avrebbe inseguita fino in bagno per ucciderla.
 
E se Pistorius a sua difesa continua a sostenere di avere scambiato Reeva per un ladro, entrato di soppiatto in casa, e di avere ecceduto nella reazione perché si trovava a letto senza le protesi e quindi indifeso. Dall’altra parte sono però emersi precedenti di aggressioni nei confronti di donne, e molti testimoni hanno raccontato di un uomo accecato dalla gelosia e di liti furiose e continue anche nelle sue precedenti relazioni. E la data di San Valentino certo non aiuta. Se le accuse saranno confermate, Oscar Pistorius rischia una pena dai venticinque anni di carcere all’ergastolo.