Il complotto terrorista che ha provocato la chiusura delle ambasciate Usa sarebbe già in corso. La tv americana Cbs, quando in Medio Oriente erano le prime ore del mattino, ha rivelato che il piano eversivo ai danni dell’America sarebbe già in atto. Ovviamente non si conosce né tempo né luogo dei possibili attacchi. Funzionari dell’intelligence, scrive il cronista John Miller sul sito della rete tv, hanno ricevuto una segnalazione da una fonte affidabile secondo cui il complotto principale è stato avviato, che la squadra incaricata di portarlo a termine è stata selezionata e si troverebbe già sul posto scelto per l’attacco.

La segnalazione finisce qui. Ciò che le autorità non hanno è la data, l’orario e il bersaglio dell’attacco, motivo per cui è stato deciso di prendere tutte le misure precauzionali come la chiusura delle ambasciate in oltre 20 paesi. Rivelazioni da brividi che purtroppo confermano quello che per tutta la giornata di ieri è stato detto e ripetuto da autorità militari e vertici politici: ”Siamo di fronte a un flusso di minacce significative a cui stiamo reagendo”, ha affermato il generale Martin Dempsey, capo degli stati maggiori delle Forze armate ai microfoni della Abc. ”Queste minacce – ha aggiunto Dempsey – sono più specifiche rispetto al passato e il loro scopo non è solo attaccare gli Stati Uniti ma l’Occidente”. Sulla stessa linea Peter King, presidente della sottocommissione Terrorismo e intelligence del Congresso: ”Non abbiamo più dubbi che ci sia un complotto e che si stiano preparando gravi attacchi. Sono circa sette-otto anni che partecipo a briefing e vengo informato in modo regolare su questi temi. E posso dire – spiega alla Cnn – che questa è la minaccia più specifica che abbia mai visto in questi anni. Qui non si tratta solo di connettere le supposizioni: c’è una informazione molto specifica sul fatto che si stanno pianificando attacchi. Ma ovviamente non sappiamo dove”. 

Il presidente americano Barack Obama, che oggi festeggia il suo 52esimo compleanno, ha avuto un meeting ai massimi livelli per esaminare ”potenziali minacce che si verificano nella penisola arabica o provenienti da quella zona”, informa la Casa Bianca. “Nel pomeriggio – si legge in una nota – il consigliere per la Sicurezza nazionale Susan Rice ha presieduto una riunione con il Comitato presidi allo scopo di rivedere ulteriormente la situazione e le attività conseguenti. Il presidente ha ricevuto briefing frequenti nel corso dell’ultima settimana, in modo da analizzare tutti gli aspetti della minaccia potenziale e le misure assunte a scopo precauzionale”, prosegue la nota. Il segretario di Stato John Kerry e il segretario della Difesa Chuck Hagel sono stati tra coloro che hanno partecipato alla riunione.

La Gran Bretagna, la Francia e la Germania hanno deciso di seguire la scelta americana e chiudere le loro sedi diplomatiche di Sanaa. Il governo italiano ha deciso invece di lasciare l’ambasciata aperta, ma di ridurre al minimo il personale e invitare tutti, come informa la Farnesina, a comportamenti di ”massima cautela”. Anche l’Interpol lancia il suo allarme riferendo che c’è lo zampino di Al Qaeda dietro ai recenti assalti armati alle carceri in Iraq, Libia e Afghanistan, con l’evasione di centinaia di estremisti e terroristi. In Iraq il 22 luglio almeno 500 detenuti, fra cui diversi combattenti di Al Qaeda, sono riusciti a evadere dal famigerato carcere di Abu Ghraib in un attacco armato ben coordinato. Il 27 luglio, in seguito a una rivolta dal carcere di Bengasi, in Libia, circa 1.000 detenuti sono fuggiti, un centinaio dei quali poi ripresi. Il 29 luglio in un attacco armato notturno in grande stile rivendicato dai talebani al carcere di Dera ismail Khan, in Pakistan, sono evasi 243 detenuti, fra cui molti talebani ed estremisti.