“Nessuno si azzardi a modificare la giustizia insieme al partito capeggiato da un delinquente”. L’avvertimento arriva dal sito del leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo. “Il M5S non starà a guardare, nè si limiterà a interpellanze parlamentari, ma mobiliterà i suoi elettori”. E l’interlocutore è ancora una volta Giorgio Napolitano: “Messaggio inviato. Quirinale. Messaggio inviato”, sottolinea il leader 5 Stelle. “Questo governo e questo Parlamento non sono legittimati a modificare le regole del gioco. La Costituzione non può in alcun modo essere modificata da un partito di nominati guidati da un pregiudicato. La Giustizia non si tocca, la Costituzione non si tocca“.

Il giorno dopo la sentenza della Cassazione che ha condannato Silvio Berlusconi, il comico mette in guardia su quelle che lui vede come possibili prossime mosse del governo. “Le coincidenze non esistono”, scrive, “e questa fretta di riformare la giustizia dopo la condanna di Berlusconi è altamente sospetta. Letta Nipote la vuole. Servirebbe a tirare a campare. Capitan Findus Letta ama Berlusconi, grazie a lui è diventato presidente del Consiglio, senza diventerebbe come la descrizione che Bossi diede di Miglio ‘una scoreggia nello spazio’, ha persino invitato a votarlo al posto del M5S alle elezioni politiche ‘Meglio il Pdl piuttosto che il M5S'”. Il post è intitolato ‘Il Fantino della Repubblica‘ ed è corredato da fotomontaggio di un Berlusconi sorridente che sprona da una biga un cavallo da corsa con il volto del premier Enrico Letta. “Deve tenere il pallino del governo delle larghe intese voluto da Napolitano. Difficile ritornare nel retrobottega a giocare a Subbuteo invece di fare annunci quotidiani, puntualmente disattesi, con tweet ripresi in modo entusiasta da tutti i giornalai nostrani.

“II famosi Lecca Letta“, è la stilettata di Grillo, secondo il quale “la condanna per frode fiscale per Mediaset ha una conseguenza. La revoca delle concessioni delle frequenze televisive nazionali che non possono essere assegnate a un pregiudicato. Per le sue comparsate a reti unificate gli resteranno sempre le reti Rai a guida pdmenoellina. C’è però un’altra revoca quella di Cavaliere della Repubblica, un titolo impensabile per un condannato. Potrebbe essere sostituito da Fantino della Repubblica, più appropriato”, continua il leader di M5S precisando come “accanirsi contro Berlusconi sia però ingeneroso. In vent’anni non ha fatto tutto da solo”. Perciò, è la sua conclusione, “questo governo e questo parlamento non sono legittimati a modificare le regole del gioco. La Costituzione non può in alcun modo essere modificata da un partito di nominati guidati da un pregiudicato”.