Per la difesa manca la prova della compartecipazione di Silvio Berlusconi al reato di frode fiscale e l’ex premier doveva essere assolto sin dal primo grado. Gli avvocati Franco Coppi e Niccolò Ghedini – che ha definito il processo “un incubo notturno” – hanno discusso la loro tesi difensiva davanti ai giudici della Corta di Cassazione. Prima di entrare in aula il professore, scherzando sulla sua scaramanzia, ha affermato di portare sempre con sé un cornetto portafortuna, dentro il portafoglio.

“Ha raccontato quello che c’è scritto nella sentenza, nulla di nuovo, ma noi – ha detto ai giornalisti accreditati – abbiamo elementi in più e oggi li esporremo ai giudici” ha ragionato l’avvocato riferendosi al pg. Sul possibile arrivo a sorpresa di Berlusconi in aula il legale ha aggiunto: “Ma in Cassazione ci vengono i poveracci o chi vuole vedere se gli avvocati sono bravi, partendo dal presupposto che i suoi legali sono in gamba qui l’ex premier non ci mette piede”. Coppi aveva già preannunciato di puntare “all’assoluzione di Berlusconi” con la formula piena “per non aver commesso il fatto”. Diversamente, ha aggiunto, “si può pensare ad una derubricazione del reato come illecito tributario non penalmente rilevante”. Il reato, a quel punto sarebbe ridotto a “concorso in fatturazioni inesistenti”. 

La seconda giornata di udienza era iniziata poco dopo le 9,30: quattro gli imputati compreso il leader del Pdl, condannato in primo e secondo grado a 4 anni di reclusione per frode fiscale e a 5 di interdizione dai pubblici uffici. Pena accessoria che la Procura generale della Cassazione ieri ha chiesto di ricalcolare al ribasso portandola a 3 anni.

Sette gli avvocati che hanno preso la parola. Il primo è stato l’avvocato Luca Mucci che difende l’ex manager Mediaset Daniele Lorenzano (condannato a 3 anni e 8 mesi e a 5 di interdizione), seguito da Roberto Pisano, legale di Frank Agrama, considerato il “socio occulto” del Cavaliere. 

La sentenza – molto attesa anche per le possibili ripercussioni sul governo Letta e sul futuro politico del leader del Pdl – sarà pronunciata giovedì come confermato dal presidente Antonio Esposito. Dopo la richiesta del pg, un possibile scenario è che la Cassazione confermi i quattro anni di reclusione e rimandi alla Corte d’appello di Milano la rideterminazione della pena accessoria. Per Berlusconi si aprirebbe la speranza di una prescrizione? Probabilmente no, perché l’orientamento della giurisprudenza dice che i termini di prescrizione si fermano nel momento in cui diventa definitiva la pena principale. Qualora la Corte di Cassazione dovesse ordinare un nuovo giudizio in appello per il ricalcolo dell’interdizione i termini di prescrizione del reato saranno congelati, un nuovo processo d’appello invece farebbe trascorrere i termini. Sulla possibile rideterminazione dell’interdizione, l’avvocato Coppi: “Dal punto di vista tecnico dovrebbe scattare un rinvio alla Corte d’Appello di Milano, ma per buon senso è più logico che lo faccia la Cassazione”.

Ma dal punto di vista politico per Berlusconi, se il ricalcolo chiesto dall’accusa fosse accolto dagli ermellini, potrebbe essere comunque una boccata di ossigeno. La questione dell’interdizione, e quindi della possibile decadenza da senatore, sarebbe rinviata fino al pronunciamento della corte d’Appello, poi dipenderebbe dai tempi parlamentari di convocazione della Giunta per le elezioni e del voto in Aula. Nel frattempo i legali del leader Pdl potrebbero lavorare sulla pena principale, ridotta a un anno dall’indulto del 2006, e chiedere l’affidamento ai servizi sociali. Magari con la possibilità di “lavoro esterno” come parlamentare, dato il precedente del democristiano-forzista Gianstefano Frigerio

CRONACA ORA PER ORA

19,48 – Verdini: “Inondati da affetto, ma no a manifestazioni” – “Da giorni, siamo letteralmente inondati da testimonianze spontanee di vicinanza, affetto e solidarietà verso il presidente Berlusconi. In tutta Italia, erano e sono in preparazione manifestazioni, iniziative spontanee, atti di mobilitazione politica e insieme affettiva verso il presidente. Ma da giorni, e anche oggi, ci siamo assunti la responsabilità di fermare tutti. Nulla deve avvenire in un momento tanto delicato per il Paese. Pertanto, la notizia di una manifestazione davanti a palazzo Grazioli è destituita di fondamento”. Lo dice il Coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini.

19,15 – Domani manifestazione dell'”Esercito di Silvio”. Simone Furlan, leader dell”’Esercito di Silvio” ha chiamato a raccolta domani alle ore 17 a Roma davanti a Palazzo Grazioli i sostenitori di Berlusconi per manifestare vicinanza e solidarietà al presidente: “Abbiamo voluto rispettare fino in fondo la linea di grande responsabilità e pacificazione assunta dal presidente Berlusconi, non organizzando azioni che avrebbero potuto creare tensioni durante l’udienza della Cassazione. Domani è il momento di far capire che nessuno può toccare il presidente Berlusconi senza che il suo esercito si attivi”.

18,57 – Camera di consiglio giovedì alle 12 –  ”La Camera di Consiglio nella quale la sezione Feriale della Cassazione dovrà decidere le sorti del processo Mediaset inizierà domani a mezzogiorno. Lo ha reso noto il presidente del Collegio Antonio Esposito. Il verdetto dovrebbe dunque essere emesso nel pomeriggio. Per un lapsus Esposito aveva convocato i colleghi per il 1 agosto del 2014, poi si è corretto.

18,44 – Coppi: “Non c’è reato si annulli la sentenza” – “Chiedo che la sentenza venga annullata perché il fatto così come prospettato in mancanza di una violazione di una specifica norma antielusiva non è reato, è penalmente irrilevante”. Coppi fatto esplicito riferimento a pronunciamenti della Cassazione Civile e della Cassazione Penale per circoscrivere un punto, e cioè se ci si trovi o meno di fronte ad una condotta penalmente rilevante: “Questo è un quesito che rimetto alla Corte. Se manca il contrasto con una disposizione antielusiva, l’abuso è penalmente irrilevante. Potrà anche esserci un’elusione gigantesca, ma non siamo nell’ambito dell’illecito penale”, ma di fronte ad un illecito “di tipo amministrativo e tributario”. Secondo Coppi la corte d’Appello è caduta in “clamorosi travisamenti della prova”. Da qui la richiesta di annullare la sentenza impugnata “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” o in subordine l’annullamento con rinvio della sentenza, qualificando la frode fiscale in concorso in fatturazioni inesistenti.

18,38 – Coppi: “Berlusconi non era dominus di una catena truffaldina” – Silvio Berlusconi ”non era il dominus di nessuna catena truffaldina e mi rammarico che, invece, questa tesi sia stata condivisa ieri anche dalla Procura della Cassazione” sottolinea Coppi. Per l’avvocato non regge “la tesi della continuità” che ritiene Berlusconi ideatore fin dagli anni ’80 delle truffe fiscali fino agli anni recenti come sostenuto ieri dal pg Mura.

18, 32 – Coppi: “Franco Tatò non fu teste compiacente” –  Nella sua testimonianza al processo Mediaset il manager Franco Tatò, che prese in mano gli ‘affari’ di Silvio Berlusconi sceso in politica, ha affermato che con il Cavaliere “era difficile addirittura avere un contatto fisico, si poteva discutere per telefono solo di qualche strategia di carattere generale”. Lo ricorda nella sua arringa in Cassazione Franco Coppi, legale dell’ex premier, sottolineando che “Tatò non rese una testimonianza compiacente e infatti non è stato accusato di falsa testimonianza”. 

18, 31 – Coppi: “Berlusconi dal 1994 si dedica interamente alla politica” – “Berlusconi, come tutti sanno, dal 1994 si dedica interamente alla politica e non si occupa più di gestione societaria. Figuriamoci se metteva bocca nelle quote di ammortamento del 2002/2003 quando ormai da 10 anni aveva accantonato queste preoccupazioni, se mai si fosse occupato di cose del genere!” sostiene l’avvocato Franco Coppi.

18,23 – Coppi: “Ci aspettavamo assoluzione l’assoluzione in 1° grado” – ”Ci aspettavamo l’assoluzione di Berlusconi fin dal primo grado” dice il professor Franco Coppi, legale dell’ex premier, in uno dei passaggi della sua arringa. Per l’avvocato in questo processo c’è stato un “rigetto immotivato delle richieste difensive” e la sentenza d’appello “è caratterizzata dal pregiudizio” verso Berlusconi.

17,29 – Ghedini: “Questo processo mio incubo notturno” –  Il processo Mediaset sui diritti tv in corso in Cassazione è “l’incubo notturno” dell’avvocato Niccolò Ghedini. E’ lo sfogo che lo stesso legale ha fatto davanti ai giudici della sezione feriale della Cassazione. “Gli ammortamenti non li ha decisi Berlusconi” sostiene il legale che lamenta inoltre la mancata “possibilità di difendersi all’interno del processo” e alla Corte d’Appello che ha sostenuto che nella compravendita di diritti tv Berlusconi ‘non poteva non sapere’, obietta: “Berlusconi non poteva non sapere? E’ un principio giurisprudenziale che non sta in piedi. A quell’epoca Berlusconi non gestiva l’azienda. La stessa Cassazione, nel 2008, dice che era l’azienda a decidere gli ammortamenti”.

17,02 – Ghedini: “Passioni fuori dall’aula non per noi” – “Sono d’accordo con il signor procuratore, le passioni debbono rimanere fuori dall’Aula, ma non per noi. Nel nostro mestiere ci devono accompagnare – ha detto Niccolò Ghedini nel corso dell’arringa in Cassazione -. Sono 16 anni che difendo Berlusconi, sicuramente troppi. E sento dire che dobbiamo difenderci nel processo e non dal processo. Ma come facciamo a difenderci nel processo con un Tribunale che mi dice: concordate con il pm le domande per i testi?”. Il riferimento è alla lista dei 171 testimoni avanzata in primo grado. Il legale ha detto che subito dopo aver presentato la lista il Tribunale ha obiettato che fossero “troppi, ma il troppo si può apprezzare dopo averne sentito almeno uno. Invece no”. I testi, ha argomentato il difensore, “sono stati tutti revocati perché ritenuti superflui. Ma quale difesa nel processo… Noi in 100 udienze abbiamo sentito sei testimoni, tra l’altro comuni alle altre difese, più i nostri consulenti”. 

16,47 – Ghedini: “Manca la prova della partecipazione di Berlusconi al reato” – “Manca nel tessuto della sentenza un elemento probatorio che Berlusconi possa aver partecipato al reato proprio”. Lo ha detto uno dei legali di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, nella sua arringa in Cassazione nel corso dell’udienza per il processo Mediaset.  ”Il procuratore generale ha detto che per Berlusconi ci sarebbero state attività ulteriori oltre alla fatturazione. Quindi mi sarei aspettato dal pg delle integrazioni rispetto alle motivazioni della Corte di Appello, in cui non c’è nulla a riguardo. Integrazioni che non ci sono state perché non ci sono attività ulteriori oltre la fatturazione”.

16,40 – Ghedini: “Processo vissuto sempre sul filo della prescrizione”.  ”Questo è un processo vissuto sempre sul filo della prescrizione, come se si dovesse prescrivere un giorno per l’altro”. Lo ha sottolineato uno dei legali di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, nelle battute iniziali della sua arringa in Cassazione nel corso dell’udienza per il processo Mediaset. Sarebbe meglio “si potesse rinunciare preventivamente a questa prescrizione – ha aggiunto Ghedini in un altro passaggio dell’arringa – così da potersi difendere nel processo”.

15,59 – Ansa: “Sentenza prevista domani pomeriggio” – E’ attesa per domani pomeriggio la sentenza del processo Mediaset. E’ quanto apprende l’agenzia Ansa da fonti della Cassazione. Domani, intorno a mezzogiorno, il collegio tornerà a riunirsi in camera di consiglio dopo aver tenuto una breve udienza, alle ore 10, per altre cause già fissate. Questa sera termineranno le arringhe dei difensori.

14,36 – Udienza sospesa, si riprende alle 15,30 con Ghedini
E’ stata sospesa per un’ora e riprenderà alle 15.30 l’udienza Mediaset innanzi alla sezione feriale della Suprema Corte. A quell’ora dovrebbe iniziare l’arringa dell’avvocato Niccolò Ghedini seguita poi da quella del professor Franco Coppi, difensori dell’ex premier Silvio Berlusconi. Stamani ha parlato l’avvocato Luca Mucci, difensore dell’ex manager Mediaset Daniele Lorenzano, in difesa dell’uomo di affari egiziano Frank Agrama ha parlato l’avvocato Roberto Pisano, mentre per l’ex dipendente Mediaset Gabriella Galetto hanno parlato il professor Nicola Mazzacuva e Filippo Dinacci.

13,54 – Il Pg di Cassazione: “Penso che la camera di consiglio terminerà domani”
“In teoria la discussione delle arringhe degli avvocati può concludersi anche stasera e penso che domani potrebbe terminare la camera di consiglio per la decisione del processo Mediaset, ma questo dipende anche da quanto parleranno gli avvocati”. Lo ha detto il procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, parlando a margine dell’udienza Mediaset, dopo essere entrato nell’aula dove è in corso il dibattimento per chiamare fuori il sostituto procuratore Antonio Mura.

13,45 – Il Pg di Cassazione: “In requisitoria Mura unica censura a sentenza d’appello è sull’interdizione”
Nella sua requisitoria di ieri, il sostituto procuratore generale Antonello Mura ha ritenuto “non legittima la pena accessoria di cinque anni e solo questo aspetto la procura generale ha censurato” la sentenza emessa lo scorso 8 maggio dalla corte d’appello di Milano. E’ la precisazione del procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani.

12,49 – Coppi: “Il pg non ha preso di petto gli argomenti difensivi”
La requisitoria del sostituto procuratore generale della Cassazione Antonello Mura nell’ambito del processo Mediaset sui diritti tv non è stata altro che una “seconda relazione che in pratica ha raccontato la sentenza di appello senza prendere di petto i nostri motivi di ricorso”. E’ la chiave di lettura che Franco Coppi, difensore di Silvio Berlusconi insieme a Niccolò Ghedini, dà della requisitoria tenuta ieri dal pg Mura. 

12,46 – Il presidente Esposito: “Possiamo iniziare camera di consiglio stasera e aggiornarci a domani”
“Prendo atto della vostra richiesta di stringere i tempi, ma noi non abbiamo problemi: la camera di Consiglio la possiamo iniziare stasera e poi possiamo anche aggiornarci a domani”. Lo ha detto il presidente della sezione feriale Antonio Esposito, prendendo atto della decisione delle difese degli imputati di accelerare i tempi delle arringhe, probabilmente per arrivare al verdetto già stasera.

12,32 – Ghedini: “Possibile che la decisione della Cassazione arrivi in serata”
“Io e il professor Coppi parleremo nel pomeriggio ed è possibile che la decisione della Cassazione arrivi in serata”. Lo ha detto Niccolò Ghedini parlando con i cronisti in un momento di pausa del processo Mediaset. Accanto a lui c’era anche il professor Franco Coppi, anch’egli legale di Silvio Berlusconi.

12,11 – Mediaset, calo in Piazza Affari: -1,01%
Mediaset accentua il calo in PiazzaAffari. Il titolo cede l’1,01% a 3,31 euro nel giorno in cui è attesa la sentenza della Corte di Cassazione e alla vigilia dei conti semestrali.

11,28 – Squinzi: “Non commento caso Mediaset, ma governo Letta è l’unico possibille”
Sull’affare Mediaset preferisce ”non commentare” Giorgio Squinzi, il presidente di Confindustria in visita oggi a Mosca, preferisce non commentare l’attesa della sentenza su Mediaset. Ma sui rischi di una possibile destabilizzazione politica in Italia, mette in evidenza come il governo Letta a suo avviso vada sostenuto poiché “è l’unico possibile”. “Su Berlusconi preferirei non commentare, perché non ho elementi per farlo” ha detto Squinzi alla stampa italiana questa mattina a margine dell’assemblea di Confindustria Russia, ma, ha aggiunto, “non credo sia solo un problema di sentenza Berlusconi”.

11,20 – Borsa, Mediaset stabile dopo l’exploit di ieri
Dopo l’exploit di ieri, procede poco mossa Mediaset in Piazza Affari in attesa della sentenza della sentenza di Cassazione e dei conti, che saranno diffusi domani. Il titolo, oggetto di forti acquisti nella vigilia, quando ha chiuso con un rialzo del 3,2%, viaggia oggi poco sotto la parità e cede lo 0,3% a 3,34 euro, in linea con l’andamento dell’indice Ftse Mib (-0,28% a 16.495 punti).

11,16 – Gelmini (Pdl): “Nessuna sentenza può privare Berlusconi di leadership”
“Nessuna sentenza può privare Berlusconi della leadership confermata da milioni di elettori. L’alternativa a Berlusconi è Berlusconi”. Lo scrive su twitter Maria Stella Gelmini, del Pdl. 

10,57 – Brunetta (Pdl): “Tribunale di Milano fondamentalista, ho fiducia nella Cassazione”
“Il tribunale di Milano, così fondamentalista, così assoluto nelle proprie tetragone definizioni, un errore l’ha fatto. L’ha detto il procuratore generale di Cassazione: cinque anni di interdizione dai pubblici uffici erano sbagliati, troppi, non erano motivati. La legge prevede da uno a tre anni e quindi se dovevano essere cinque dovevano essere motivati. Da questo punto di vista almeno uno spiraglio”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, intervenendo a ‘Radio Anch’io. “Aspetto l’arringa difensiva, aspetto il giudizio finale della Corte di Cassazione, che è un giudizio di controllo, non è un terzo grado di giudizio, non è un altro processo nel merito, ma è un controllo se i giudici di primo e secondo grado hanno applicato correttamente la legge. Da questo punto di vista io ho fiducia nella Cassazione”. 

10,07 – Sisto (Pdl): “La sentenza avrà comunque riflessi politici”
“Il leader del PdL corre il rischio di essere condannato per una sentenza molto discutibile, non si può pensare che questo non abbia riflessi politici. Quello che sta succedendo è molto grave: la giustizia in Italia è stata per anni ‘ad personam’ o ‘in personam’. Il trattamento riservato all’imputato Silvio Berlusconi è sempre molto, molto speciale e questo, nel nostro Paese, non può essere tollerato”. Lo ha detto, intervenendo ad Agorà Estate, il deputato del PdL Francesco Paolo Sisto, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati.