Nel cuore di Bazzano, sulla pedecollina bolognese, nella sede di quel che fu il primo partito operaio italiano, tra foto di Marx, Bakunin, Pertini e Berlinguer, si riuniscono i cittadini che hanno dato vita a “civicamente Samoggia” associazione che raggruppa cinque liste civiche dei comuni di Bazzano, Crespellano, Castello di Serravalle e Monteveglio.

L’esperienza delle liste civiche nella Valle del Samoggia, territorio in cui Bologna e Modena s’incontrano e più che altrove, intrecciandosi in un unicum ambientale e storico e sociale, non è di oggi; nel corso degli ultimi dieci anni, per strade diverse, in questi comuni ad alto tasso di “civismo politico”, dove la tradizione partecipativa è stata molto forte fin dai tempi più antichi, la crisi della politica ufficiale dei grandi e piccoli partiti, ha determinato una reazione più attiva dei cittadini e un protagonismo dal basso.

Sono nate così le liste Civicamente Bazzano, Civicamente Crespellano, Gente di Castello, Monteveglio Bene Comune e Civicamente Monteveglio. Queste liste hanno partecipato alle elezioni comunali  raggiungendo percentuali medie del 20%  con punte del 25%, sono composte da persone provenienti da esperienze politiche diverse, accomunate dal desiderio di difendere il buon governo, i beni comuni, l’acqua e la scuola pubblica, il territorio dalla pervasiva espansione edilizia, che sta mettendo a rischio un habitat socio-economico, ai più alti gradi di qualità. Leda Diano, Simone Rimondi, Pina Alaimo ed Enrico Suffritti, raccontano la genesi di queste liste originate da battaglie su temi molto concreti, ma scaturite soprattutto dalla crisi dei partiti, dal chiudersi degli spazi di partecipazione, da forme di gestione del potere sempre più distaccate dal senso comune.

Queste esperienze come altre in Italia, si stanno estendendo anche in conseguenza delle battaglie di movimenti com’è stato per il referendum in difesa dell’acqua pubblica del 2011, clamorosamente vinto dal comitato referendario con la partecipazione al voto di ventisette  milioni d’italiani, mentre al contrario nelle elezioni tradizionali, la partecipazione al voto scende a livelli indecenti: Roma ha eletto il sindaco Marino con una partecipazione di meno del 50%.

In tempi di “presidenzialismo spinto” la risposta delle comunità, come autodifesa della propria identità sociale e della democrazia sempre più a rischio di “governismo”, attraverso l’autorganizzazione di nuove forme di partecipazione politica, aderenti ai problemi, in difesa di diritti e di un welfare conquistati con dure lotte, può rappresentare una novità importante, perché non determinata dalla politica mediatica ma da processi partecipativi reali.

E’ questo il senso della decisione delle cinque liste di costituirsi nell’associazione “Civicamente Samoggia” per coordinare le proprie attività, anche in vista delle elezioni del prossimo anno che daranno vita al Comune unificato, deciso attraverso un referendum piuttosto discusso. Le Liste Civiche, pur partendo inizialmente da una posizione possibilista sulla fusione, hanno combattuto una dura lotta CONTRO questa scelta caduta dall’alto, concepita più come un’operazione di marketing, per la quale si sono spesi molti soldi e nulla che per stimolare una vera partecipazione. Nonostante 2 Comuni su 5 abbiano detto NO alla Fusione, e il risultato favorevole sia stato molto risicato,la Regione Emilia Romagna ha accolto la richiesta dei Sindaci. Pertanto il primo gennaio 2014 nascerà il nuovo Comune di Valsamoggia uno dei primi esperimenti in Italia di “fusione corposa” di comuni in un territorio piuttosto  vasto (174 chilometri quadrati) e della stratificazione socioeconomica molto articolata, ricco d’imprenditorialità diffusa, ma anch’esso oggi non risparmiato dalla grave crisi che attanaglia il nostro paese, mettendo a rischio le condizioni di vita di tanti, anche in zone un tempo floride e produttive.

Il tratto distintivo di quest’esperienza civica evoluta, è nella semplicità e immediatezza dei rapporti politici, testimoniati anche dallo statuto che regola la vita dell’associazione ed anche le modalità di elezione dei propri organi e delle prossime liste, un modo democratico e trasparente, diretto e riscontrabile, una modalità che avvicina i cittadini che vogliono partecipare alle decisioni e non, come purtroppo in tanti altri casi, con artifici e logiche di gruppi ristretti che escludono altri.

Quella che si appresta in Valsamoggia è una sfida molto innovativa e interessante, anche perché il partito “dominus” della zona il PD, non attraversa il migliore dei suoi momenti e nel governo locale, laddove è stato per lungo tempo protagonista incontrastato, anche per l’indubbia qualità delle sue amministrazioni del passato, è calato il declino conseguente gli ultimi vent’anni di svolte e controsvolte e di cambiamenti negli indirizzi di governo nei comuni, soprattutto in materia di urbanistica e di servizi, con l’esplosione della pulsione privatistica che hanno creato non poco malcontento, ma soprattutto il logoramento di una classe dirigente, abituata solamente a comandare, senza mai porsi veramente il problema delle conseguenze delle sue scelte, una sorta di autismo politico che può essere foriero di risultati molto sorprendenti.

Di tutto questo si parlerà a Bologna sabato 13 luglio, alle ore 10.30 in un incontro nell’ambito della manifestazione  promossa da circolo del Manifesto, nei giardini del centro Costa in via Azzo Gardino 44, con i rappresentanti delle liste della Valsamoggia, altri esponenti di esperienze di governo analoghe come a Savignano sul Panaro.