Una raccolta firme per accendere i riflettori su Equitalia, per conoscere l’elenco delle consulenze e i criteri dei premi di produttività dei suoi dirigenti, a partire dal presidente Attilio Befera. È l’iniziativa di un gruppo di associazioni, tra cui Movimento AntiEquitalia-NoiConsumatori, Sos economia Italia e Vedove della crisi, che ieri a Bologna ha dato il via alla campagna contro la società incaricata della riscossione dei tributi, al motto di “Chi controlla il controllore?”. Una mobilitazione che parte dall’Emilia, ma che tocca anche altre città d’Italia, tra cui Padova, Milano, Torino, Napoli.

“Chiediamo di conoscere quali sono i criteri dei premi produttivi di tutti i lavoratori e dirigenti di Equitalia, dal vertice in giù” ha spiegato Elisabetta Bianchi, presidente dell’associazione Vedove della crisi, che un anno fa a Bologna guidò il corteo delle donne i cui mariti si sono uccisi a causa della crisi e dei debiti con il fisco. “Vogliamo vedere le loro dichiarazioni dei redditi in base al redditometro, proprio come loro fanno con noi”. E non solo: “Vogliamo avere chiarimenti su ingiustificati balzelli, ma anche poter visionare l’elenco delle consulenze, degli incarichi, delle assunzioni e degli appalti che Equitalia e l’Agenzia delle Entrate hanno realizzato negli ultimi due anni”.

Sul manifesto della campagna l’immagine di un pipistrello nero e la scritta: “I vampiri uccidono, adesso basta”, accompagnata dalle cifre degli stipendi del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, messe a confronto con quelle dei vertici dell’Inps e dell’Agenzia delle entrate. “Noi non siamo politici – spiega ancora Bianchi – siamo cittadini, non chiediamo voti e non andiamo a urlare nelle piazze o in Parlamento, ma vogliamo dire basta ad un sistema che si accanisce con un disegno vessatorio e che sembra essere basato sulla volontà di schiacciare i più deboli”.

Le firme raccolte saranno inviate al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla Corte dei conti e alla presidente della Camera, Laura Boldrini, “alla quale chiederemo, se dovessero emergere delle anomalie, il blocco di tutte le cartelle esattoriali”, precisa Bianchi. Alla petizione ha aderito anche Tiziana Marrone, vedova di Giuseppe Campaniello, l’artigiano campano che a marzo 2012 si diede fuoco davanti alla Commissione tributaria di via Costa a Bologna, per le pendenze che aveva con il fisco.