Per qualcuno è l’inizio di una deriva che porterà alla creazione di bimbi ‘fai da te’ con le caratteristiche volute, ma per i ricercatori che hanno ideato il metodo, la commissione etica principale della Gran Bretagna e persino i cittadini consultati via web, è solo un modo per evitare la nascita di bambini con malattie genetiche che possono portare alla morte. La tecnica di fecondazione assistita che prevede la creazione di embrioni con ‘tre genitori’ sta per avere luce verde al di là della Manica, e sarà il primo metodo al mondo che permette di sconfiggere le malattie ereditarie dei mitocondri, le ‘centrali energetiche’ delle cellule.

L’annuncio del possibile via libera, svelato a marzo dai media britannici, è stato dato dal ‘chief medical officer’ britannico Sally Davies, che ha così riassunto i risultati di una consultazione popolare durata due anni e il parere della commissione, entrambi favorevoli al metodo messo a punto dall’università di Newcastle e allo studio anche in diversi centri Usa. “Gli scienziati hanno sviluppato delle procedure innovative che possono impedire la trasmissione di queste malattie – ha affermato Davies – ed è giusto che introduciamo questi trattamenti salvavita il prima possibile”.

Il dipartimento della Salute britannico, ha spiegato Davies, sta preparando una bozza del regolamento sull’utilizzo della tecnica che verrà discussa dal Parlamento entro il prossimo anno, ed entro due dovrebbero iniziare i primi trattamenti. Le malattie mitocondriali sono trasmesse solo dalla madre, e colpiscono un nuovo nato ogni 6500. La metodologia consiste nella creazione di un embrione dalla coppia portatrice, rimuovendo poi il nucleo e inserendolo in un altro embrione ottenuto con l’ovulo di una donatrice. In questo modo tutti i tratti somatici sono della coppia, mentre il bimbo eredita soltanto i mitocondri dalla donatrice. Negli Usa è stato dimostrato che funziona anche il processo in cui si modifica prima l’ovulo. L’embrione risultante dalla procedura è a tutti gli effetti ‘geneticamente modificato’, un aspetto che mette in allarme le associazioni contro questo tipo di manipolazione.

In Italia la legge proibirebbe comunque questo tipo di metodologia, spiega Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma: “Di questa possibilità si parla ormai da dieci anni, ed è accertato che è scientificamente fattibile – spiega il genetista -. Il problema è solo di natura etica, e né la legge italiana né la cultura accetterebbero una manipolazione dell’embrione di questo tipo. Personalmente poi sono convinto che questa sia una forma di accanimento terapeutico, e che si debba prendere atto di certi limiti che la natura ci pone”.