Aveva 23 anni ed è morto in Siria combattendo contro il governo di Bashar Assad. Giuliano Delnevo, studente di Genova, era diventato Ibrahim Delnevo, convertito all’Islam che sul suo profilo Facebook aveva postato alcuni passi del Corano e la foto di un mentore di Osama bin Laden. La sua storia è raccontata oggi sulle pagine de “Il Giornale”. 

Di questo giovane, che risulta indagato dalla Procura di Genova per arruolamento con finalità di terrorismo, si sa che dopo il primo viaggio attraverso il confine turco poco più di un anno fa sarebbe entrato in contatto con un gruppo di volontari della Cecenia Come sia morto Giuliano-Ibrahim non è stato ancora scoperto, ma che fosse lì al quotidiano milanese viene confermato anche da Hamza Roberto Piccardo, il dirigente dell’Ucoi (Unione comunità islamiche), anche lui ligure convertito ad Allah. La notizia per ora non è stata confermata dalla Farnesina, ma il quotidiano milanese cita fonti di intelligence.

Dall’Italia sarebbero inoltre partiti molti giovani immigrati, una ventina, di fede islamica per combattere la guerra civile siriana ormai in atto da oltre un anno e che ha provocato migliaia di morti e tensioni al livello internazionale tra Francia, Stati Uniti e Russia. Con i primi due stati ormai convinti dell’uso di armi chimiche e il terzo che frena. Lo stesso François Hollande ha dichiarato, dopo l’inchiesta del quotidiano Le Monde, che la comunità internazionale è costretta ad agire.

Il Giornale cita anche studi e rapporti sul fenomeno di combattenti che partono per i  paesi in guerra; per Gilles de Kerchove, responsabile delle politiche anti terrorismo dell’Unione europea, gli europei che hanno combattuto sono circa 500 e secondo un rapporto del King’s College di Londra i reduci originari di 14 paesi europei sono invece oltre 600 e rappresentano tra il 7 e l’11 per cento di una legione straniera islamica che conta dai 2000 ai 5mila volontari. Il contingente più elevato risulta quello che del Regno Unito con “effettivi” che variano fra i 38 e i 134 combattenti. A seguire Belgio, Francia e Olanda con 107, 92 e 84 volontari. A questa lista si aggiunge con Giuliano-Ibrahim anche l’Italia.

I post sul social network del giovane fanno tutti riferimento alla fede islamica e in qualche modo alla guerra, il 27 novembre scorso il ventenne ha cambiato la sua immagine del profilo e in un video appare con una lunga barba. L’immagine di copertina è quella di un generale ceceno accompagnata da una frase in inglese: “Come puoi sconfiggere un nemico che guarda nel fondo della tua arma e vede il Paradiso?”. Le sei note postate parlano di argomenti di religione islamica, dei comportamenti e dei signfiicati di alcuni termini come fatwa e taghut. E su youtube si trovano anche audio di una sura recitata in lingua araba e il canale da lui creato: Liguristantv.

”Non veniva a pregare nel nostro centro, ma ricordo di averlo visto a qualche nostro incontro, perché era vestito come un sufi” ha detto all’Ansa Salah Hussein, imam di Genova. Hussein ricorda Ibrahim proprio per quel particolare abbigliamento una lunga tunica bianca e il kizil bas a cono. Giuliano si era convertito quattro anni fa e solo di recente aveva maturato la decisione di combattere. Tra le foto postate sulla sua pagina Fb appare anche la foto di Abd Allah Yusuf al-Azzam, il fondamentalista al quale si ispirò Osama bin Laden e al quale al Qaeda ha intitolato alcuni suoi gruppi militanti.

Una fonte della comunità islamica ligure sostiene che il giovane fosse diventato musulmano sei anni fa: “L’ho riconosciuto dalle immagini pubblicate, credo sia lui – racconta la fonte all’Adnkronos – l’ho incontrato 5-6 anni ad una festa in Liguria, al termine del Ramadan. Era molto giovane. Ci fu un breve scambio di saluti e basta”. La fonte afferma di non avere informazioni sull’esistenza di una “forma organizzata” per il reclutamento e il trasferimento di combattenti in Siria. “E’ illegale, peraltro”, spiega, “se uno vuole andare, va per conto suo, attraversa la frontiera ed entra nel Paese”.