Un presidio sotto il ministero dell’Economia a Roma per lo sbocco dei 275 milioni di euro previsti nella legge di stabilità del 2012 dal fondo per la non autosufficienza. I malati gravi e gravissimi scendono nuovamente in piazza “per chiedere un’assistenza sanitaria dignitosa. Non ce la facciamo più”. “Un paese dove chi ha bisogno di assistenza 24 ore al giorno deve manifestare per ottenere i propri diritti non può definirsi civile”, spiega Mariangela Lamanna vicepresidente dell’associazione 16 Novembre. “I fondi devono essere destinati all’assistenza domiciliare piuttosto che ai ricoveri in Rsa. È a casa, fra gli affetti dei familiari, che il paziente deve essere curato”, chiarisce un malato di Sla. Oltre all’insufficienza di prestazioni e servizi, gli ammalati gravi fanno i conti anche con le difficoltà per ottenere dalle Asl protesi e ausili. “Per la batteria della mia carrozzina ho aspettato una settimana, quindi sono stata sette giorni a letto senza potermi muovere”, è la testimonianza di una donna affetta da una malattia rara. C’è chi denuncia: “Spendiamo 1400 euro di tasca nostra solo per la corrente delle macchine elettromedicali”. “La nomenclatura di ausili e protesi è ferma a 14 anni fa”, è il commento di un altro paziente. “Ci danno i letti con si sollevano a mano, con la manovella”, fa eco un altro manifestante. “Mi impegno personalmente per lo sblocco dei fondi – informa la piazza il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta dopo un incontro con una delegazione –. Inoltre il ministero garantisce un sensibile rifinanziamento del fondo”. L’ammontare della somma è però sconosciuto ma, rassicura Baretta, “garantiremo la cifra che sarà necessaria”. Intanto i malati aspettano di Annalisa Ausilio