Mussolini resiste al tentato “sfratto” da Varese. Alla città lombarda sono legate, per vari motivi, molte personalità: l’ex presidente del Consiglio Mario Monti,  il calciatore Gigi Riva, il pittore Renato Guttuso, il governatore della Lombardia Roberto Maroni e anche il Duce, che rimarrà cittadino onorario. Il consiglio comunale ha infatti bocciato la mozione presentata dal consigliere Pd Luca Conte per revocare la cittadinanza onoraria conferita al dittatore nel 1924.

L’esito sembrava già annunciato, molti consiglieri comunali alla vigilia avevano già espresso la propria intenzione di votare “no”, ma durante la riunione si sono registrati momenti di tensione, con due schieramenti presenti in aula: da un lato alcuni esponenti di Fiamma tricolore, dall’altro l’Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi). Dopo la votazione i due gruppi si sono attaccati con numerosa grida: “Comunisti, vergognatevi”, urlavano alcuni esponenti di Fiamma tricolore. A placare gli animi sono intervenute le forze dell’ordine. 

Alla fine la mozione è stata respinta con 11 voti favorevoli e 16 contrari. Il sindaco, Attilio Fontana, leghista, ha preferito non partecipare al voto ed è uscito dall’Aula. E il primo cittadino ha spiegato a ilfattoquotidiano.it le motivazioni del suo gesto: “Mi sembra una strumentalizzazione che non ha motivo di esistere. La proposta di per sè è inammissibile, perché non si può ritirare la cittadinanza a chi già non è più cittadino perché è defunto. Il giudizio storico sulla figura di Mussolini è stato già espresso dalla storia e da tutti noi. I miei valori democratici sono visibili dai miei comportamenti, non da una votazione che non aveva senso di esistere. Anzi, credo che sia più importante discutere del nostro bilancio consuntivo.” E poi lancia un attacco: “Varese non è orgogliosa di questa cittadinanza, anzi, nessuno ne aveva memoria. Si è voluti andare a disseppellire un evento passato per una squallida strumentalizzazione”.

Gli risponde a distanza Angelo Zappoli, vice presidente dell’Associazione nazionale partigiani italiani di Varese, che interpellato da ilfattoquotidiano.it, ha espresso la sua delusione: “La maggioranza del consiglio comunale di Varese ha perso l ‘occasione per esprimere un’attestazione di antifascismo. Paradossalmente le motivazioni addotte da parte di alcuni esponenti del centrodestra per respingere la mozione, si sono tradotte in giustificazioni per il motivo per il quale gli è stata conferita la cittadinanza”. E promette una contromossa: “Stiamo valutando le registrazioni delle urla e degli strepiti degli esponenti di Fiamma tricolore e ora valuteremo se sarà possibile fare un esposto per apologia del fascismo. In questa zona ci sono esponenti che lavorano nel sottobosco e che in un periodo di crisi pensano di poter alzare la testa, contando sull’indifferenza che ha portato i consiglieri comunali a dire che ci sono cose più importanti a cui pensare rispetto alla revoca della cittadinanza a Mussolini.”

”La cittadinanza a Mussolini era stata concessa in un periodo storico particolare – ha spiegato Fabrizio Mirabelli, capogruppo del Pd – tanto che quando è stata votata, nel 1924, su 30 consiglieri 10 non si erano presentati in Aula. Abbiamo solo chiesto che Varese segua l’esempio di altre città come Firenze, che hanno revocato la delibera”.