E’ un ballottaggio falsato che apre un caso unico in Italia quello del comune abruzzese di Sulmona (L’Aquila) dove un cittadino su quattro ha votato alle amministrative il candidato Fulvio Di Benedetto, morto pochi giorni fa, rendendo ugualmente il suo nome il secondo più votato in città. Ma, in barba alla volontà popolare e alle migliaia di voti espressi dai cittadini, allo scontro finale andranno il candidato del centrosinistra Giuseppe Ranalli (30,4%, 4536 voti) – sostenuto da Pd, Sel e quattro liste civiche – e il candidato del centrodestra Luigi La Civita (Pdl e una lista civica) che ha portato a casa solo 1.579 voti, cioè il 10,58%, classificandosi terzo. Esclusa dunque dalla competizione la seconda coalizione più votata “Sulmona Unita” (Udc-Psi e altre tre liste civiche) che sosteneva Di Benedetto e di voti ne ha ricevuti ben 3.835, cioè il 25,7%. Avrebbe avuto accesso di diritto al ballottaggio ma non potrà correre e sarà scavalcata dal centrodestra poiché rimasta “orfana” del suo candidato sindaco, morto il 15 maggio scorso proprio nel corso di un dibattito elettorale. 

A gran voce dopo la tragedia è stato chiesto da più parti il rinvio delle elezioni per consentire un corretto svolgimento della competizione visto che sulla vicenda esiste un palese vuoto normativo. Ma la possibilità di rinvio e di rinnovo del procedimento di presentazione di tutte le liste e candidature a sindaco e a consigliere comunale dopo la morte di un candidato sindaco è prevista infatti solo per i comuni inferiori ai 15 mila abitanti in base al comma 11 dell’articolo 71 del decreto legislativo 267/2000. Quindi non vale per i comuni come Sulmona che di abitanti ne ha oltre 22mila.

Alle cinque liste di “Sulmona Unita” escluse dal ballottaggio non rimane quindi che accontentarsi della ripartizione finale dei posti in consiglio o apparentarsi con una delle due coalizioni rimaste in corsa. In questa direzione è arrivata già l’apertura da parte del candidato di centrodestra “miracolato” Luigi La Civita che ha offerto “ospitalità” ai candidati e la volontà di allargare la coalizione. Non è escluso che i candidati delle liste di Di Benedetto promuovano azioni giudiziarie per invalidare il voto come già annunciato alla vigilia e che quindi il Comune sia sottoposto ad una fase di commissariamento. 

Oltre a ‘Sulmona Unita’, a chiedere il rinvio delle elezioni dopo la morte di Di Benedetto erano stati anche i candidati Enea Di Ianni (Fratelli d’Italia e Popolo di Sulmona), Gianluca Francesco De Paolis (Movimento Cinque Stelle) e Alessandro Lucci (Sulmona Bene in Comune). A sollevare la questione con un’interrogazione al ministro dell’Interno Angelino Alfano è stato il deputato abruzzese Giulio Cesare Sottanelli (Scelta Civica) che, dopo aver ricevuto risposta negativa, oggi rilancia: “Mi auguro che almeno ora, di fronte all’evidenza e al dato numerico oggettivo del risultato elettorale, il ministro Alfano batta finalmente un colpo” spiega “visto anche che il candidato del Pdl, guarda caso, è stato così favorito. Il risultato elettorale è del tutto falsato e non rispetta la volontà popolare di quel 25,7% di cittadini di Sulmona che ha indicato la coalizione Sulmona Unita sulla propria scheda”.