Con meno di un terzo delle sezioni spogliate a Treviso sono già prove tecniche di ballottaggio. A muoversi già in vista del secondo turno è Massimo Zanetti, patron di Segafredo e candidato di Scelta Civica e di due liste civiche, i cui voti potrebbero essere determinanti in quella che si profila una sfida fra il candidato della Lega e del Pdl, Giancarlo Gentilini, e quello del centrosinistra, Giovanni Manildo, al momento nettamente davanti. “Io spero che si vada al ballottaggio e mi auguro che la città rimanga al centrodestra”, dice l’imprenditore. E Zanetti pensa già di dare il suo appoggio esplicito al politico già sindaco tra il 1994 e il 2003 della città veneta.

“L’elettore moderato che ha votato per noi non può dare il voto a sinistra”, ha aggiunto lanciando ai suoi elettori il messaggio “di votare sempre centrodestra”. Una riflessione condivisa dal diretto interessato: “Se il mio avversario è la sinistra credo di essere molto, ma molto favorito. La maggioranza silenziosa dei cittadini trevigiani non darà mai in pasto la città alle sinistre che appoggiano i centri sociali e il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Treviso sarebbe invasa da extracomunitari clandestini” afferma Gentilini che lo vedono in deciso svantaggio sul rivale Manildo.

Secondo i risultati delle prime sezioni scrutinate, infatti il sindaco sceriffo è in svantaggio al 36,5% rispetto al candidato del centrosinistra che è attualmente ad oltre il 45%. Dati che se confermati profilano un ballottaggio tra due settimane per il posto di sindaco di Treviso. E Gentilini spiega che il confronto a due: “Era segnato nelle stelle. La sinistra è sempre la nemica numero uno del centrodestra. Questo è incontrovertibile. Questa contrapposizione ci sarà sempre tra opposti schieramenti. Ed è per questo che sono ottimista, con loro come nemico numero uno, sono perfettamente tranquillo perché sono certo che come me la pensa la maggioranza del popolo trevigiano. A Treviso è più forte Gentilini della Lega. Perché Gentilini ha dato la dimostrazione fin dal ’94 in poi di una Lega onesta, trasparente, solo dedicato alla città e ai cittadini. Io ho rinunciato a tutto per la città e per i cittadini”.