Qui fra voi “ci sono gli eroi del quotidiano”. E’ arrivata nel giorno più lungo, il più doloroso per un’Emilia ancora profondamente ferita dal terremoto di maggio 2012, la Presidente della Camera Laura Boldrini, giunta a Ferrara per partecipare alla seduta straordinaria del consiglio provinciale estense alla presenza dei sindaci del ‘cratere, dei familiari delle vittime, del commissario alla ricostruzione Vasco Errani e del numero uno della Protezione Civile, Franco Gabrielli. Giunta di persona dove le macerie delle fabbriche ancora riposano nelle aree industriali un tempo produttive, dove centinaia di edifici sono puntellati e le case sono verniciate di fresco “perché vedere le crepe ti fa provare ancor più paura”, per dire all’Emilia “siete un esempio”. Un esempio nonostante “abbiate sofferto tanto” perché “vi siete dati da fare, perché non avete ceduto alla disperazione, non vi siete rassegnati. Avete alzato una bandiera e su quella bandiera c’era scritto ricominciare, ricostruire, rivisitare”.

E l’Emilia l’ha accolta con applausi scroscianti, con sorrisi colmi di speranza, fiduciosi che dallo Stato quegli aiuti tanto sospirati possano, infine, arrivare. In effetti, gli unici a contestare la presenza della Boldrini sono stati una decina di rappresentanti di Fratelli d’Italia che, davanti al Castello Estense, capitanati dall’ex senatore Alberto Balboni, hanno chiesto allo Stato “meno immigrazione, più ricostruzione”. Nonostante la protesta, però, la cerimonia si è svolta solennemente, all’insegna di un rinnovato impegno da parte delle istituzioni per favorire una ricostruzione ancora agli albori, che sotto molti aspetti, langue.

 

“Sono qui – ha detto la presidente della Camera alla platea radunata nel cortile del Castello di Ferrara – per dare voce all’Italia che sceglie il coraggio al posto della paura, l’interesse pubblico al posto del tornaconto personale, l’iniziativa al posto della rassegnazione. Le vostre famiglie, i vostri comuni, le vostre imprese che sono stati e sono l’architrave della ricostruzione versano oggi in una difficile contingenza sociale. Eppure nonostante questo ce la state facendo”. Ma, ha ammesso, ora “serve l’intervento dello Stato”. E oggi “sono qui per prendere un impegno: farò di tutto perché il Parlamento e il governo rimangano vigili e attivi. Che non si dimentichino di questi comuni e degli impegni assunti per completare la ricostruzione. Che diano le risposte che sono ora necessarie e attese da tutti voi”. Queste risposte “bisogna trovarle già nel decreto legge sulle emergenze, che ha iniziato il suo iter al senato e verso il quale avete indirizzato voi stessi risposte migliorative. Vi garantisco che appena sarà licenziato dal Senato, la camera dei deputati riserverà a questo decreto una attenzione scrupolosa e tempestiva”.

Del resto, Laura Boldrini il terremoto l’ha vissuto sulla propria pelle. Sia perché è “marchigiana e nella mia terra l’ha visto ben due volte”, sia perché “gran parte della mia vita professionale l’ho passata ad assistere persone che avevano perso propria casa, le proprie certezze, vuoi per le guerre vuoi per calamita naturali”. E anche per questo “la visita di oggi non è stata un dovere cerimoniale ma una mia precisa volontà”.

“Oggi ci riuniamo qui – ha aggiunto – per inchinarci dinanzi alla memoria delle persone che hanno perso la vita per dirvi che non sarete lasciati soli. La camera dei deputati vi sarà vicino. Aperta alle vostre istanze. Pronta a fare i proprio dovere. E un vostro diritto di cittadini. Un diritto reso ancor più forte da quel che avete fatto nel corso di quest’anno. Da ciò che avete donato, con il vostro esempio, all’Italia intera”.

Dopo il consiglio comunale, poi, la presidente della Camera si è recata a Casumaro, frazione di Cento, in provincia di Ferrara, per visitare la scuola materna cittadina, distrutta dal terremoto e oggi in costruzione in via Casoni. Una struttura prefabbricata in legno frutto della solidarietà degli Alpini, quegli stessi volontari dal sorriso gentile e le spalle robuste che nel 2012, quando ancora la terra sussultava centinaia di volte al giorno imprimendo sempre più a fondo la paura nei cuori dei 45.000 sfollati, assistevano la popolazione terremotata nei campi di accoglienza, sotto il sole o sotto alla pioggia. Del resto, “quando la gente alza la mano gli alpini rispondono” ha ricordato con un sorriso Renato Zorio, volontario dal cappello piumato nonché architetto e progettista della scuola, che sarà inaugurata il 1 giugno e che a settembre ospiterà 84 bimbi.

Anche a Casumaro, circa 5.000 abitanti tra chi si trova sotto il Comune di Cento, chi sotto quello di Bondeno e chi sotto Finale Emilia, il terremoto è forte nella mente e nel cuore. E per questo qualcuno si è commosso quando la Presidente è scesa dall’auto, una Punto grigia, e con un sorriso ha guardato la folla: “siete motivo d’orgoglio per l’Italia, avete già fatto un miracolo”. “L’Emilia – ha aggiunto, prima di ripartire per Roma –  spero possa diventare un modello da prendere ad esempio anche in altri territori, altrettanto colpiti, ma dove non c’è stata la stessa capacità di reagire. Qui il lavoro non è terminato ed è giusto che le istituzioni si impegnino per fare sì che ciò avvenga il prima possibile”.

 di Annalisa Dall’Oca e Marco Zavagli