Il plenum del Csm ha approvato, sia pure con alcune modifiche, il documento dei consiglieri togati di Unicost che chiede al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri di manifestare “il proprio sostegno alla magistratura intera senza incertezza alcuna”, dopo la manifestazione del Pdl a Brescia e la furiosa polemica politica seguita alla requisitoria del pm Ilda Boccassini al processo Ruby, che vede imputato Silvio Berlusconi.

I voti favorevoli sono stati 19, 3 i contrari e 2 le astensioni. Tra i favorevoli anche il laico del Pdl Romano. I voti contrari sono venuti dai laici del Pdl, Nicolò Zanon e Annibale Marini, e dal laico della Lega, Ettore Adalberto Albertoni. Nel documento – passato con i sì di tutti i togati, dei laici del centrosinistra e del vicepresidente del Csm Vietti, oltre che di Romano – “si definisce indispensabile che tra tutte le istituzioni vi sia il massimo rispetto per le reciproche attribuzioni costituzionali”; e richiamando le recenti parole del capo dello Stato e dello stesso Vietti, si sottolinea “la necessità” di difendere il ruolo della magistratura “a difesa della legalità”. 

L’effetto immediato, però, è quello di riaccendere lo scontro: ”Con tutto il rispetto, vorremmo far notare ai consiglieri togati del Csm che si stanno sbagliando di grosso”, afferma Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato. “E’ infatti all’interno della magistratura che si sta consumando il più grave conflitto tra politica e giustizia, come dimostrano le numerose prese di posizione di molti magistrati scesi in prima linea da candidati nei partiti di sinistra”. Quindi ben venga l’intervento  del ministro, “ma perché si ponga definitivamente fine al grande conflitto delle toghe politicizzate. Inutile riferirci alle requisitorie-comizio. Ma potremmo citare ad esempio il caso di Ingroia che, dopo una sonora bocciatura alle urne, non si è arreso e ha addirittura fondato un partito”.

“Desideriamo e auspichiamo che il ministro della Giustizia faccia sentire il proprio sostegno alla magistratura intera senza incertezza alcuna e affronti subito i temi reali e le difficoltà che affliggono il sistema giudiziario italiano” si legge nel documento di Unicost, corrente moderata della magistratura. Dalla costituzione del nuovo governo “non abbiamo rilevato alcun accenno ai temi della giustizia che, del resto, erano rimasti marginali anche nel confronto preelettorale”, continua. I magistrati si dicono inoltre colpiti dall’assenza, “anche nella recente full immersion svolta dalla compagine governativa nell’ultimo week end, dall’esposizione di una relazione sul tema e ciò proprio mentre, nelle stesse ore, si era assistito -scrivono i magistrati con un palese riferimento alla manifestazione del Pdl a Brescia- ad una ennesima puntata del ‘rituale’ conflitto tra giustizia e politica”.

Da qui dunque la richiesta al ministro Cancellieri di intervenire per chiarire la sua posizione sulla delicata questione. I magistrati infine chiedono al ministro “che nel dibattito all’interno del governo faccia prevalere la logica che unisce e non quella dello scontro, della soluzione dei problemi concreti e non della contrapposizione paralizzante, dell’efficienza del servizio nell’interesse di tutti i cittadini e non della tutela degli interessi della parte più forte”.