Viaggia in seconda classe tra lo stupore dei controllori, indossa dei sandali, e rendiconta tutto su Internet. È il “deputato francescano” Mario Sberna, bresciano, sposato con Egle e padre di 5 figli, dei quali due adottati. Sembra un grillino, ma l’apparenza inganna. È stato eletto con la lista di Mario Monti, Scelta civica. Dal suo stipendio da parlamentare, 11mila euro per il mese di aprile, ha tenuto per sé 2500 euro, devolvendo il resto in beneficenza. Il suo conto corrente e i bonifici effettuati a favore dei poveri e famiglie disagiate si possono trovare online, sul suo sito. “L’avevo promesso in campagna elettorale, prima di entrare in Parlamento che mai avremmo cambiato la nostra classe sociale – ci racconta al telefono Sberna – è una scelta condivisa con la mia famiglia, sarebbe uno scandalo guadagnare tutti questi soldi mentre milioni di persone annaspano, restiamo nella classe sociale da cui proveniamo”. Figlio di un operaio, appassionato della trasparenza in rete, il suo sito è una vetrina curata nei minimi dettagli. Lì si trova il suo curriculum ricco di esperienze all’estero, nell’ambito della cooperazione e integrazione.

MISSIONARIO in Brasile per quattro anni, è stato volontario nella Curia di Brescia, è a capo di una cooperativa sociale per persone disagiate e presiede l’associazione nazionale Famiglie numerose. “I nostri compagni di viaggi sono sempre stati i poveri – racconta Sberna – è evidente che con 16mila euro ogni mese, per una famiglia il cui conto corrente ha sempre viaggiato sul filo del rosso, dimentichi da dove vieni e anche dovi stavi andando”. Da come parla e si muove, con i suo sandali francescani sempre ai piedi, sembra non avere nulla a che fare con i banchieri e i ricconi legati al mondo bocconiano del professor Monti. “È stato lui a chiamarmi e io ho deciso di accettare, almeno da dentro si ha più possibilità di cambiare le cose, in passato facevi mille viaggi a vuoto per andare a parlare con i politici delegati”. Non ama farsi chiamare onorevole: “Fatelo fra tre o cinque anni quando avrò fatto qualcosa di concreto e onorabile per il mio Paese”.

Anche se ha molto in comune con i 5 Stelle non cambierebbe mai casacca. “Lei mi vuol far passare dall’altra parte, sarebbe un passaggio veloce, sono nostri compagni di banco, ci separa soltanto una scalinata” dice scherzando. “Sto bene dove sto, in Scelta Civica ci sono tante persone rispettabilissime, anche Bombassei che guardavo con diffidenza è di una umiltà e sobrietà straordinaria”.

LO STIPENDIO però Sberna se lo decurta come e più dei 5 Stelle. “Guardo quei ragazzi e vedo in loro i miei figli, talvolta penso che siano troppo inquadrati e ingenui, ma la loro voglia di novità, impegno e volontariato è ammirevole – dice ancora Sberna – spontaneamente si decurtano lo stipendio, non è un gesto da poco, soprattutto perché sono giovani che magari guadagnavano mille euro e oggi si ritrovano con cifre da capogiro in tasca”. Ma se verso i parlamentari 5 Stelle c’è ammirazione, Grillo e Casaleggio non si meritano le stesse parole garbate. “Un miliardario, con la moglie che si bagna le chiappe a Malindi, non può venire a fare il predicatore, distribuisca un po’ di soldi e poi vediamo, glielo dice uno che pagava 60mila lire per andare a vedere i suoi spettacoli”. Sono tante le scelte che allontanano Sberna dal movimento 5 Stelle: “Non alzarsi davanti a un uomo di 87 anni è inconcepibile, puoi non condividere, ma abbiate rispetto di un uomo anziano” dice riferendosi a Giorgio Napolitano. Sul governo Letta il deputato è ottimista, ha dei volti sobri che lo rassicurano, come quello di Graziano Delrio e Cecile Kyenge, ma chiede a gran voce una delega per la famiglia. Anche su questo fronte la sua candidatura non gli sembra incoerente. “Ha fatto più Monti in un anno per le famiglie che il suo predecessore, volere l’abolizione dell’imu è demagogia, per le famiglie è più importante evitare l’aumento dell’Iva a giugno”.

da il Fatto Quotidiano del 1° maggio 2013