“Sul piano sociale” l’assenza di un governo e di una guida politica “non potrà proseguire a lungo senza portare a conclusioni violente”. Parole del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che si è detto anche “molto preoccupato perché la situazione è quella che sappiamo: ad oggi contiamo 62 casi di suicidi di imprenditori. Siamo a tempo scaduto: un governo non serve subito, serve subitissimo”. Per il numero uno degli industriali, la rapida formazione di un esecutivo è fondamentale “perché l’economia reale ha un andamento tale che se non si interviene subito” non ci può essere ripresa. La conferma da quanto successo nell’ultimo anno. A sentire Squinzi, l’attuale assenza di un governo e l’allentamento dell’azione dell’esecutivo Monti nella seconda parte della sua esperienza “si può calcolare che abbia portato alla perdita di un punto percentuale di prodotto interno lordo, cioè a 1600 miliardi di euro”.

E per la ripresa non basta il decreto per il pagamento dei debiti alle imprese da parte della pubblica amministrazione. “Non è sufficiente, bisogna metterci mano subito” ha detto Squinzi, secondo cui il debito “è probabilmente almeno tre volte i 40 miliardi, che peraltro vengono dati in forma molto diluita”. Ciò non toglie, tuttavia, che il provvedimento “va nella direzione giusta, perché chiaramente tra il niente e il qualcosa è meglio qualcosa”.

Sullo stallo politico e sull’ipotesi larghe intese, invece, il numero uno degli industriali conferma la sua presa di posizione: “Mi sono espresso già immediatamente dopo le elezioni, quando è risultato chiaro che non c’era un esito netto – ha detto Squinzi – Qui dobbiamo dedicarci ai problemi veri dell’economia e dobbiamo fare un governo di uomini di buona volontà che abbiano a cuore i problemi del paese”.