Via libera dal Consiglio dei ministri al Documento di economia e finanza per ripagare i debiti della pubblica amministrazione. “Il graduale miglioramento della situazione sui mercati finanziari registratosi nell’area dell’euro nel 2012 non si è ancora pienamente trasmesso all’economia reale ritardando la ripresa economica”, afferma il Cdm in una nota, sottolineando che “in Italia la recessione, iniziata nella seconda metà del 2011, si è protratta per tutto il 2012, con una contrazione del Pil pari al 2,4 per cento”.

Il Consiglio dei ministri spiega che, “nonostante il contesto congiunturale sfavorevole”, l’azione di riequilibrio dei conti pubblici “è stata portata avanti con determinazione in vista del raggiungimento del pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013, mentre in termini nominali l’indebitamento netto del 2012 è risultato sostanzialmente in linea con le raccomandazioni ricevute in sede europea al 3 per cento del Pil”.

Sono stati poi stanziati nel pomeriggio i primi 10 miliardi per il rimborso dei debiti. Il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, si legge in una nota del Mef, ha firmato il decreto ministeriale che, in attuazione del decreto legge appena approvato, stanzia i fondi finalizzati alla concessione di anticipazioni a favore degli enti territoriali per garantire il pagamento dei debiti maturati al 31 dicembre 2012 (10 miliardi di euro), nonché quelli destinati al pagamento dei debiti dei ministeri alla medesima data (500 milioni di euro).

Sono in molti, però, a non essere convinti dalla soluzione trovata dal governo per risolvere il problema dei debiti della pubblica amministrazione. A fare discutere è ora un dettaglio clamoroso dell’articolo 5 del decreto legge, secondo il quale è prevista una sanatoria per mezzo miliardo di debiti dell’amministrazione centrale che non trovano giustificazione nel bilancio.

Il budget-ombra, su cui fa luce un’inchiesta di Milano Finanza, sembrerebbe praticato anche dai ministeri e non solo dalle amministrazioni regionali. “Ai fini dell’estinzione dei debiti dei ministeri per obbligazioni giuridicamente perfezionate relative a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni 
professionali, maturati alla data del 31 dicembre 2012, a fronte dei quali non sussistono residui passivi anche perenti ciascun ministero predispone un apposito elenco dei debiti scaduti in ordine cronologico con l’indicazione dei relativi importi”, recita la norma.

Il fenomeno dei debiti fuori bilancio, stimato in una ventina di miliardi sul centinaio vantato dalle imprese, ha acceso ancora di più il dibattito sul decreto legge. Il Pd ha annunciato un’interrogazione urgente al ministro Grilli che ha proposto il piano. “Grilli spieghi nel dettaglio la destinazione del fondo da 500 milioni che compare nel decreto sui debiti della pubblica amministrazione appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale”, hanno chiesto i rappresentanti del Pd. “In un’ottica di piena trasparenza il governo illustri dettagliatamente il profilo di questo fondo. Occorre conoscere a quali pagamenti si riferiscono questi soldi per poter avere un’informazione chiara e completa sul decreto”.

Non si è fatta attendere la risposta del ministro dell’Economia. ”Non abbiamo una stima globale dei debiti fuori bilancio ma sappiamo che ci sono spese, quali gli alloggi delle caserme e delle forze dell’ordine, che non sempre vengono rendicontate in tempo reale”, ha detto Grilli. “Questo abbiamo in mente. Niente partite oscure”.