La vita comincia a quarant’anni, e forse anche la carriera di un calciatore. O almeno quella del nigeriano Taribo West, ex difensore di Inter e Milan. Lo sostiene Zarko Zecevic, ex presidente del Partizan Belgrado, che in una recente intervista ha detto: “Quando West è arrivato al Partizan (nel 2002 ndr.) ha dichiarato di avere 28 anni. Solo più tardi però scoprimmo che ci aveva mentito, e che in realtà ne aveva 40. Ma siccome giocava bene, non mi sono mai pentito di averlo preso in squadra”. A conferma di questa bizzarra tesi, ci sono articoli sui media croati secondo cui West, qualche anno dopo, sarebbe andato in prova al Rijeka sostenendo di avere 32 anni, ma la società decise di non ingaggiarlo avendo scoperto che ne aveva 44.
 
Che l’età di alcuni giocatori, soprattutto africani o sudamericani, sia difficile da stabilire, è un dato di fatto. Come ha spiegato a ilfattoquotidiano.it lo storico africano Peter Alegi, “la maggior parte delle volte, questa falsificazione dei documenti è intenzionale. Sia da parte delle federazioni, per vincere i tornei giovanili, sia da parte degli stessi giocatori, che puntano a fingersi più giovani per strappare contratti migliori con le squadre estere, soprattutto europee”. Alcuni casi sono celebri. Dal congolese Mbemba, che ha disputato l’ultima Coppa d’Africa con tre passaporti diversi, da cui risultava avere 19, 22 e 25 anni. Al brasiliano Luciano, che arrivato al Chievo disse di chiamarsi Eriberto e di essere 4 anni più giovane di quanto poi si è scoperto.
 
Si tratta pur sempre di pochi anni di differenza. Invece, nel caso di West, lo sconto è addirittura di 12 anni. Il giocatore sarebbe arrivato all’Inter quando ne aveva 35 (e non 23) e poi sarebbe passato al Milan a 37. Contattato da ilfattoquotidiano.it, l’ex medico dell’Inter dott. Piero Volpi racconta: “Il dubbio che quando Taribo arrivò all’Inter fosse più vecchio di quanto diceva, l’abbiamo avuto subito anche noi. Ma escludo che il gap potesse essere così elevato, si trattava di qualche anno al massimo. Era un giocatore atleticamente a posto, e la carriera di un calciatore non può essere così lunga, come dimostrano gli studi di medicina sportiva”. Gli strumenti per stabilire l’età di un giocatore esistono, spiega il dott. Volpi, sono esami biologici comunemente utilizzati, che hanno comunque una forbice di qualche anno e pertanto sono solo indicativi.

Del calciatore Taribo West, qualunque fosse la sua età, rimangono nella memoria i riccioli colorati più che le prestazioni sul campo, nonostante facesse parte della generazione d’oro nigeriana medaglia d’oro olimpica. Del pittoresco personaggio fuori dal campo, i racconti su come in Nigeria si dividesse tra i mestieri di pescatore e di venditore di torte di riso e il fatto che, appesi gli scarpini al chiodo, abbia deciso di fondare una setta religiosa di cui è diventato predicatore. Guardando la sua carriera calcistica su Wikipedia, si nota invece come dopo l’Auxerre (1993-97) e l’Inter (1997-99) questa sia stata in costante declino, con scarse presenze in squadre poco blasonate in giro per il mondo. Effettivamente qualcosa che ricorda più il viale del tramonto calcistico di chi ha già 35 anni, piuttosto che l’affermazione sportiva e atletica di chi ne ha 23.