Se non ci fossero di mezzo miliardi di euro e il rischio di una colata d’asfalto di decine di chilometri, ci sarebbe da ridere. La storia del Passante nord, la bretella autostradale ideata 10 anni fa per spostare il traffico autostradale di Bologna della A1 – A14 più a nord, decongestionando il tracciato attuale che passa nella periferia della città, vive l’ennesimo colpo di scena. Alcune settimane fa un consigliere regionale del Partito democratico, Giuseppe Paruolo, aveva pubblicato stralci di uno studio della società Autostrade per l’Italia (che dovrebbe costruire l’opera) che sostanzialmente metteva in discussione la stessa utilità della strada ai fini del decongestionamento del traffico e la ”la sostenibilità trasportistica dell’intervento”.

Sembrava la pietra tombale su un’opera contestata. Nessuno aveva smentito le rivelazioni di Paruolo, ex vicesindaco con Sergio Cofferati e ora in quota Renzi. Eppure dopo appena 12 giorni ecco arrivare l’annuncio da Roma: ”Autostrade per l’Italia si è impegnata a presentare entro il prossimo mese di luglio 2013 il progetto preliminare dell’opera assumendo come riferimento il tracciato autostradale indicato dagli enti locali sulla base del quale verranno fatti tutti gli approfondimenti trasportistici e analizzate le possibili ottimizzazioni”, dicono soddisfatti in una nota tutti gli enti locali a guida Pd, Regione, Provincia e Comune di Bologna.

Avanti tutta sul Passante nord, dunque. Nella riunione di martedì a Roma, presenti il governatore Vasco Errani e il sindaco di Bologna Virginio Merola, si è deciso sostanzialmente di accelerare e arrivare in appena tre mesi, entro luglio appunto,a un progetto che tenga conto delle ”analisi” e delle ”indicazioni che il sistema degli enti locali bolognesi ha messo sul tavolo”. Molti Comuni della cintura bolognese, spalleggiati da un Comitato di cittadini guidato da Gianni Galli, si erano infatti ribellati alla grande opera che avrebbe compromesso i loro territori. Così tra le proteste accese, Autostrade per l’Italia a luglio 2012 aveva minacciato di uscire dai giochi e portare via i suoi soldi (l’opera sarà finanziata proprio dal concessionario privato) se entro la fine del 2012 gli enti locali non avessero presentato una soluzione che mettesse d’accordo tutti.

Adesso, nonostante nei documenti di Paruolo, Autostrade parli di un’opera che non porterà alcun ”netto miglioramento”, e nonostante i dubbi persino nei vertici del partito emiliano dopo le ultime rivelazioni, sembra che tra gli amministratori Pd e la società dei Benetton sia tornata l’armonia. La soluzione che porterà al Passante nord, opera voluta oltre che dal Pd, anche dall’Ance, l’Associazione costruttori e dalle cooperative, verrà probabilmente messa nero su bianco nel progetto preliminare promesso per luglio 2013.

Il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Andrea Defranceschi, da sempre contrario all’opera, è caustico: ”Per quale recondito e misterioso motivo Autostrade dovrebbe presentare un progetto per qualcosa che ha chiaramente detto di non voler fare? Quale vantaggio a noi sconosciuto otterrebbe? Infine, dato non secondario, il costo: 1,3 miliardi di euro per la disponibilità dei quali, guarda caso, è stata concessa una proroga fino a fine anno. Se il progetto arriva a luglio, credono sia possibile approvarlo entro cinque mesi? Con l’impatto che avrebbe? Non scherziamo”.

Cronistoria di una grande opera. L’opera per la quale Autostrade per l’Italia ha messo in campo un miliardo e 300 milioni di euro, secondo il progetto pensato ormai 10 anni fa, doveva essere lunga 40 chilometri, con quattro caselli autostradali e tre corsie per senso di marcia. Il progetto ottenne il benestare di quasi tutti gli amministratori dei paesi che sarebbero stati interessati dai lavori. Ma la Commissione europea nel 2010 fece andare tutto a rotoli chiedendo una modifica. Così com’era infatti non poteva essere considerato una deviazione della A14, ma una nuova opera. Per questo motivo sarebbe servito un bando di gara europeo, impossibile da prendere in considerazione visto che il Passante si farà solo coi soldi di Società Autostrade. 

Da qui la nuova idea di Società Autostrade, poi bocciata, di Passantino: appena due corsie per senso di marcia e un impatto ambientale maggiore sui paesi della cintura urbana a nord. Ma non c’è solo questo. Tra le rivelazioni di Paruolo del 19 marzo c’è anche la questione della tangenziale a pagamento, prospettata da Autostrade nonostante finora sia sempre stata gratuita.