Un anno fa François Hollande battagliava contro Nicolas Sarkozy, durante un’agguerrita campagna presidenziale, invocando il ritorno alla moralità nella politica francese, di fronte a un avversario al centro di diversi scandali e misteriose connessioni con i circoli del potere finanziario. Sembra passata un’epoca. Oggi Hollande, presidente indebolito da una popolarità ormai bassissima, si è ritrovato alla tv a giustificarsi per l’affaire Cahuzac che colpisce in pieno la credibilità della sinistra francese.

“Si tratta di un errore imperdonabile”, ha detto il presidente in diretta televisiva e radio, facendo riferimento al caso di Jérome Cahuzac, da pochi giorni ex ministro del Bilancio, scoperto con le mani nel sacco, come evasore fiscale. “E’ un oltraggio alla Repubblica francese”, ha aggiunto Hollande. “Sarà fatta tuta la luce necessaria su questo scandalo. La magistratura andrà fino in fondo e senza alcun impedimento da parte di noi o di altri”. Il Presidente ha anche assicurato che i vertici dello Stato non si sono immischiati della questione, facendo pressione sulla giustizia. Hollande ha precisato che il governo reagirà a breve a quanto emerso con lo scandalo, in tre direzioni: rafforzare l’indipendenza della magistratura dal potere politico (con la riforma del Consiglio superiore della magistratura); obbligare tutti i ministri, deputati e senatori a rendere pubblico il proprio patrimonio personale. E, infine, proibendo qualsiasi nuovo incarico pubblico a politici eletti, che siano stati condannati dalla giustizia.

Basteranno le (poche) parole del Presidente a calmare le acque? La svolta nella vicenda è arrivata ieri, quando l’ex ministro del Bilancio, che si era dimesso due settimane fa, nel suo blog ha ammesso per la prima volta di avere un conto bancario all’estero, dove, al momento attuale, sono depositati 600mila euro, che l’uomo politico si è impegnato a riportare immediatamente in patria. Lui che, per mesi e mesi continuava a negare, mentre nuove e sempre più compromettenti rivelazioni apparivano nei media (in particolare l’agguerrito sito d’informazione Mediapart) sui conti (al plurale) che l’ex ministro avrebbe detenuto in Svizzera e forse anche a Singapore e altrove. “Sono finito in una spirale di menzogne e mi sono smarrito”, ha scritto Cahuzac, quasi il suo fosse un repentino e imprevisto ravvedimento. In realtà le sue ammissioni sono arrivate dopo un incontro con i magistrati (compreso il determinato Renaud Van Ruymbeck) che stanno indagando sul caso. E che poi hanno deciso ufficialmente di metterlo sotto inchiesta per occultamento di frode fiscale. Non solo: secondo quanto scritto stamani dal quotidiano svizzero Le Temps, la polizia elevetica ha trovato prove inequivocabili dell’esistenza dei un conto di Cahuzac nella banca Ubs. E’ per questo che l’uomo politico ha ceduto.

Stamani il quotidiano francese Libération, vicino alla sinistra, titolava in prima pagina: “Indegno”. Cahuzac è stato già da ieri sera espulso dal Partito socialista. L’affaire sta creando scompiglio nella gauche, anche nel suo elettorato. E amplifica la sfiducia del francese medio nei confronti della politica, che sia di destra o di sinistra. Lascia anche aperti diversi dubbi. Possibile che Hollande e compagnia non conoscessero la verità? “Il Presidente non ha scuse”, ha sottolineato Edwy Plenel, direttore di Mediapart. “Hollande sapeva quello che tutti sapevano – ha aggiunto – Era sotto gli occhi di tutti”. Per Jean-François Copé, uno dei leader dell’Ump, il partito di centro-destra, lo stesso di Sarkozy, “Hollande ha mentito, o dà prova di un notevole candore”. Il Presidente, con il suo discorso di oggi, ha voluto, almeno indirettamente, smentire tali accuse.

Qualcuno comincia anche a dire: ma questo patatrac, visto il personaggio, non era prevedibile? Fisico atletico, brillante, grande sportivo, Jérome Cahuzac è un chirurgo plastico, che ha fatto la sua fortuna grazie ai trapianti di capelli, nella sua clinica privata a Parigi, meta, soprattutto negli anni Novanta, del jet-set. Cahuzac ha sempre fatto parte della gauche caviar parigina, la ‘sinistra caviale’, progressista ma frequentatrice di ristoranti di lusso e club esclusivi della capitale. Non per niente è stato a lungo uno dei fedelissimi di Dominique Strauss-Kahn, altro rappresentante di quella sinistra priva di qualsiasi complesso rispetto ai soldi e a un train di vita da milionari. E come Strauss-Kahn, Cahuzac aveva fama di tecnico e amministratore rigoroso: per quello era stato scelto come ministro del Bilancio nel Governo di Jean-Marc Ayrault. Che ha fatto della lotta all’evasione fiscale e della tassa sui ricchi le sue priorità. Sì, forse la scelta di Cahuzac, fin dagli inizi, non era la più appropriata.