Una nota della Farnesina che suona come una sfida: “L’Italia ha informato il governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso”.

Con queste poche parole il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata ha fatto sapere che i due marò italiani non torneranno a Delhi alla scadenza del permesso di quattro settimane concesso per tornare a votare alle elezioni politiche del 25 e 26 febbraio scorsi. E’ stato l’ambasciatore italiano a Nuova Delhi, Daniele Mancini a comunicare alle autorità indiane la decisione. Scelta che, si aggiunge nel comunicato, è stata assunta d’intesa con i ministeri della Difesa e della Giustizia e in coordinamento con la Presidenza del consiglio dei ministri. “L’Italia – si legge ancora – ha sempre ritenuto che la condotta delle autorità indiane violasse gli obblighi di diritto internazionale gravanti sull’India”, in particolare “il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero”.

Il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura ha sottolineato la “compatezza nella decisione” dei tre ministeri “con il coordinamento di Monti“. Non c’è stata ancora, ha spiegato De Mistura una reazione indiana alla nota verbale consegnata dall’ambasciatore italiano a New Delhi Daniele Mancini. “Le nostre priorità – ha spiegato il sottosegretario – sono da un lato l’incolumità e il ritorno in patria dei nostri marò e dall’altro mantenere un ottimo rapporto di lavoro e di collaborazione con le autorità indiane. L’India – ha aggiunto – è un grande Paese con il quale abbiamo tutta intenzione di avere un ottimo rapporto. E questo – ha concluso – è un motivo in più per lasciare le divergenze nelle mani del diritto internazionale, magari con una sentenza di una corte internazionale“.

La reazione del ministro degli Esteri indiano Salman Kurshid arriva invece poco dopo: “Non sarebbe bene reagire ora – ha detto intervistato dall’agenzia di stampa Ansa – Bisogna vedere ora come si svolge la situazione”. Più dura una fonte diplomatica Onu che dice: “E’ nostro dovere processarli in India”. E sempre dal ministero degli Esteri indiano arriva una nota ufficiale: “Esamineremo con attenzione la situazione”.

Latorre e Girone erano in custodia in India dal 19 febbraio del 2012, quattro giorni dopo il conflitto a fuoco in acque internazionali in cui persero la vita due pescatori. Da allora, il loro ritorno in Italia è stato al centro di una controversia tra il nostro paese e il governo di Nuova Delhi. Già una volta, per Natale, i due marò erano tornati in Italia, ma al termine del periodo erano regolarmente rientrati in India.