“Ciao sono Alessia e ho avuto a che fare con la lingua di molti ragazzi, potrei essere ministro degli Esteri”. Oppure: “Ciao sono Marco, da piccolo a Carnevale mi vestivo sempre da pirata. Per questo mi vedrei bene ministro del Tesoro”.

Sono centinaia i tweet che da oggi pomeriggio si fanno beffa della prima riunione organizzativa dei neo-eletti a 5stelle. La diretta streaming della presentazione pubblica, spesso impacciata, dei neo-onorevoli – o cittadini, come preferiscono essere chiamati – ha scatenato l’ironia di chi evidentemente non ha apprezzato la poca esperienza e – talvolta – l’ingenuità con cui i 163 parlamentari a 5 stelle hanno sfilato per raccontare in tre parole chi sono, cosa fanno e cosa faranno.

E così sotto l’hashtag #presentiamocitutti è partita la gara alla presa in giro più fantasiosa. Un piccolo campionario può rendere l’idea della squadra di governo preferita dai micro-blogger: “Ciao sono Claudio, ho preso un Moment, posso fare il ministro della Salute”. Una poltrona anche per Giulio: “Ciao, sono immortale, mi propongo come ministro della Salute”. Anche se la contesa è aperta con Salvo: “Non dormo, non mangio e non mi ammalo da quattro anni”. Dicastero senza portafogli invece  (ma con molto sarcasmo) per Fredcic: “Ciao, ho tutte le guide del Touring club e vorrei fare il ministro dei Beni Culturali”. E di sicuro non può mancare una poltrona per Pamela: “Ciao, sono GuidoBaldo, passo tutto il giorno su Youporn, sono perfetto come ministro per l’innovazione tecnologica”.

E per un Marco Follini che si spinge a dire alle agenzie che l’impreparazione dei grillini era prevedibile e prevista c’è anche chi come Federica arriva a provare tenerezza per la punizione che i nuovi parlamentari si sono autoinflitti in nome della trasparenza: “Penso – scrive – che questa cosa oltrepassi i limiti di crudeltà sui propri simili”. Meno tenera – anzi maliziosa – Benedetta che scrive: “Ciao, sono Benedetta e ho scoperto che abbiamo due possibilità adesso per scegliere un miliardario che ci governi”.

Ma forse la sintesi più azzeccata la trova Federico: “Ciao, sono Matteo Renzi. E sto godendo come un riccio”. E pazienza, penseranno gli elettori del Pd, che valga solo per poco. Intanto l’elettore democratico si consola di fronte al dileggio che per un giorno bersaglia chi della Rete ha fatto un totem. E se questo ancora non basta, sappiate – ce lo dice lui – che Andrea c’è, e “vive al quinto piano”. Che a Marco piacciono i Simpson ma prova antipatia per Mr Burns e che Claudio vorrebbe dirigere la Farnesina per invadere la Kamchatka. Sostanza politica? Nessuna, appunto.