Non solo ricordi. Tanto amore, invece. Ho ancora negli occhi quell’intervista a Falcone, da Maurizio Costanzo, e nella mente: era stato eletto a presiedere l’Antimafia, a livello nazionale, e, tra i presenti, anche dei giudici, suoi compagni di lotta e di iniziative contro la mafia.

Non mi sono sembrati tanto disponibili per il suo nuovo ruolo, quei compagni.

Ma quell’uomo, ricattato dal demonio in persona, che si traveste da istituzioni e da falsi amici, che per un momento plaude e poi ti colpisce alle spalle, quell’uomo era un uomo sempre. Sapeva di sicuro della sua morte, per destino voluto, cercato e mai abbandonato: morire per la dignità degli uomini, delle donne in un mondo libero, giusto.

Ecco che le parole di Quasimodo “…sta solo nel cuore della terra, trafitto…” si fanno strage.

“Uomo giusto”. Così la dichiarazione del maggiore organismo del consorzio umano e universale.

E Paolo Borsellino, un uomo mite che esce senza scorta, di nascosto perché anche lui è iscritto a morire per strage nel libro demoniaco, ma non vuole fare rischiare la vita ai suoi angeli custodi.

Ricordi?

Ricordo tutto l’orgoglio che mi riempiva il cuore e la vita: da siciliano per merito di altri siciliani, come a dire che non bisogna mai dismettere il ruolo civile, democratico, rivoluzionario anche e soprattutto nella terra del Gattopardo.

Se uomini come Falcone e Borsellino sono riusciti a far ritrovare dignità e coraggio anche ai Buscetta, vuol dire che quegli uomini rappresentavano il volto giusto e autorevole dello Stato. Ma uno Stato solo autoritario e senza autorevolezza alla fine prevale sulla Giustizia. La stessa, maiuscola, a cui dovrebbe collegarsi, la stessa con la quale dovrebbe confrontarsi.

Un confronto che i cittadini onesti incoraggerebbero volentieri, perché lo Stato siamo noi. Siamo noi questo Stato vile a volte e che disprezza i suoi uomini migliori.

Lo Stato siamo noi, cari amici, cari fratelli Giovanni e Paolo. Questo ci avete detto morendo da eroi. Nonostante tutto il male che ci viene da questo Stato, non diventeremo mai ombre silenti e la morte non pareggia tutti.

Faremo bene a ricordarcelo. Un dovere.

Ecco perché non vi dimenticheremo mai, Giovanni e Paolo.

Filippo Grillo