Il collegio del tribunale di Milano presieduto da Giulia Turri ha accolto la richiesta dei difensori di Silvio Berlusconi di rinviare l’udienza di oggi del processo Ruby per gli impegni elettorali dell’ex premier. Con una decisione lampo i giudici hanno accolto la richiesta dei legali e hanno così rinviato il processo al 4 marzo quando ci sarà la testimonianza del pm del tribunale dei minori Anna Maria Fiorillo, tra le protagoniste della notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 quando la giovane Ruby fu portata in Questuraa Milano. La sentenza potrebbe essere pronunciata il 18 marzo.

Il sostituto procuratore di Milano Ilda Boccassini si dice d’accordo con il legittimo impedimento sollevato dalla difesa di Berlusconi, ma nel suo intervento in Aula sottolinea come “sia necessario che questo collegio pronunci la sentenza” perché, sottolinea, “conosco la strategia difensiva dell’imputato essendomi occupata di lui in altri processi”. Secondo la Boccassini anche dopo la campagna elettorale la strategia dell’ex premier “sarà quella di non essere presente in Aula quindi chiedo al Tribunale che nessun legittimo impedimento potrà essere sollevato” in vista degli impegni per la formazione del prossimo governo e inoltre che il collegio fissi ulteriori udienze “perché il processo arrivi ad una soluzione in tempi brevi perché dura da un anno e mezzo”. La Boccassini torna dunque a chiedere un calendario fitto “per garantire la giusta durata del processo”.

Il pm, nell’invitare i giudici a ritoccare il calendario, ha sottolineato che “gli impegni indicati per stamani e in serata è ovvio che sono identici a quelli per i quali questo collegio ha già precisato che si tratta di legittimo impedimento”. Però il pm ha anche voluto fare una richiesta in quanto ha affermato di conoscere la “strategia dell’imputato” che è quella “di non essere presente” e di chiedere in sostanza i rinvii del dibattimento per dilatarne i tempi. “Siccome, indipendentemente dall’esito di questo processo – ha proseguito il procuratore – è necessario che questo collegio pronunci sentenza nel rispetto dello stato di diritto” il pm ha chiesto di “rivedere il calendario per mettere udienza anche durante altri giorni della settimana e non solo di lunedì. Anche in base al principio sancito dalla Costituzione del giusto processo”.

“Tutti sappiamo – ha proseguito Ilda Boccassini – che dopo le elezioni vi è un periodo di 15-20 giorni in cui nessun legittimo impedimento può essere vantato dall’imputato perché non si è ancora formato alcun governo”. Ed è proprio in questo arco di tempo che Boccassini ha chiesto di aggiungere udienze anche durante altri giorni della settimana in modo tale che si arrivi al verdetto “dato che il processo dura da un anno e mezzo – ha aggiunto – ed è a carico di un solo imputato”.