Non avverte che sta registrando. Lo dirà solo alla fine, scusandosi. E’ un’abitudine che ha preso per tutelarsi dalle falsità dei giornalisti e consentire ai militanti di seguire tutto quel che dice (e le viene detto) su Internet. Silvana Carcano, candidata governatore della Lombardia del Movimento Cinque Stelle va dritto al sodo: “Non accetteremo rimborsi pubblici, ci taglieremo le indennità da consiglieri. Siamo l’antidoto alla partitocrazia e alla Casta”. Ma ha un problema. Per quante assicurazioni fornisca ai militanti, può dare solo la sua parola sul fatto che i consiglieri incasseranno 5mila euro lordi e nulla più. Perché in Lombardia, come in Sicilia, si presenta l’annoso problema della fiscalità che, in caso di autoriduzione dei compensi, diverrebbe punitiva per il consigliere. In altre parole, l’eletto che si mettesse in tasca 2.500 euro netti finirebbe a pagare tasse e contributi per 10mila, rimettendoci di tasca propria. Partiamo da qui.

Un bel problema signora Carcano, state facendo i conti senza l’oste?
Stiamo cercando di capire come uscirne ma abbiamo più volte sottoposto il problema a Regione Lombardia che non ci ha ancora dato una risposta. Vorremo poter dire al cittadino esattamente cosa potremo fare su questo punto. Anche perché il nostro candidato si impegna a lasciare precedenti impegni lavorativi per dedicarsi a tempo pieno all’attività politica e quindi va retribuito il giusto. 

Non metterete i vostri consiglieri nella condizione di pagare più tasse di quanto percepiscono…
Certo che no, stiamo studiando soluzioni alternative come un “restitution-day”, come avvenuto in Sicilia, per restituire l’eccedenza. In ogni caso un ente pubblico che non sa dirti come costargli di meno dà la misura del fatto che un’ipotesi simile non era balenata a nessuno, al punto da non essere neppure prevista e codificata. La prima cosa che faremo è proporre l’autoriduzione degli stipendi a tutti gli 80 consiglieri. Per cinque anni, insieme allo stop ai rimborsi, inizierebbero ad essere risparmi importanti.

Senza alleanze vi candidate a un ruolo marginale, come pensate di centrare gli impegni presi coi vostri elettori?
Intanto le do una notizia. Stiamo già selezionando i membri della giunta.

Come sarebbe, pensate di vincere?
Siamo candidati a governare. L’obiettivo è entrare e mandare tutti a casa. Non crediamo nei sondaggi che oggi ci danno all’8% e domani al 2. Per questo stiamo raccogliendo le competenze per gli assessori e lo facciamo con recruiting mirato e non attraverso profili politici.

In bocca al lupo. Senta, Ambrosoli, Maroni, Albertini per voi sono uguali…
Esattamente. Tutti e quattro rappresentano la struttura partitica cui noi ci opponiamo. Provi a chiedere se sono disposti a rinunciare ai rimborsi pubblici, a seguirci sul limite dei due mandati e sulla rendicontazione totale e immediata delle spese. Li abbiamo invitati pubblicamente a prendere un impegno, secondo lei come hanno risposto?

Destra e sinistra. Purché non si magni…
Proprio così. Crediamo che sia possibile superare queste divisioni e andare oltre vecchi steccati ideologici in cui la politica tradizionale si è chiusa rendendo chi la fa e le istituzioni che occupa impermeabili ai cittadini. Oggi le istituzioni sono contro di loro, non al loro servizio.

Dopo le polemiche su CasaPound può dire una parola chiara, da che parte state e se chiudereste gli spazi concessi dal centrodestra?
E’ una questione ridicola. Il M5S non fa riferimento alle ideologie. Quando i cittadini contravvengono alla legge interviene la magistratura. Per il resto dovreste ringraziare Dio che ci sia un movimento come il nostro che offre spazi di sfogo a teste calde, e tante ce ne sono, di potersi esprimere in un circolo democratico come il nostro in uno sfogo che resta tale e non sfocia mai in azioni violente.

Insomma anche un neofascista può far parte del M5S e non è un problema…
Sto dicendo un’altra cosa. Si può passare sopra destra e sinistra e accogliere persone che hanno un’ideologia talebana alle spalle se si offrono spazi di confronto. Sono piuttosto i partiti tradizionali a spingere le persone verso l’estremismo. Un ragazzo di vent’anni che si avvicina al centro destra o centro sinistra è facile che devii verso le forme più radicali. Noi ci rifacciamo alla Costituzione italiana anche quando ci candidiamo a governare una Regione. Personalmente ho avuto uno zio che ha conosciuto da vicino i lager, non mi si può tacciare di simpatie neofasciste.

A Paderno ha aperto un circolo Arci. Almeno che è di sinistra si può dire?
Ma è chiaro e alla luce del sole che culturalmente e politicamente sono più vicina ai valori della sinistra. A Paderno ho svolto attività politica ma in un abito prettamente culturale, eventi, teatro. Poi appartengo a una generazione che non ha visto Berlinguer o Pertini. Ho vissuto accanto a gente che guardavo chiedendomi spesso “ma cosa avranno questi di sinistra?”.

No alle opere, all’Expo al consumo di suolo. Si alle nozze gay. O è si o è no, scelte molto nette. Ma chi le ha prese?
Il movimento. Da noi non c’è ambiguità perché nessuno decide, impone e media dall’alto. Sono i cittadini che si confrontano sui temi e trovano una sintesi. E’ questa modalità che vogliamo portare in Regione, invertendo il canone che vuole le istituzioni impermeabili ai cittadini anziché al loro servizio. Con i nostri portavoce il cittadino-elettore torna proprietario dell’istituzione.

Cosa vuole dire, che le porte della Regione sono chiuse?
Facciamo un esempio. Andiamo a vedere come la Regione fornisce informazioni ai suoi cittadini. Se voglio prendere visione di atti amministrativi e documenti pubblici che ci riguardano tutti non si capisce niente. Se entriamo nel SILVA, il sito come le valutazioni di impatto ambientale e la programmazione territoriale è incomprensibile, e guardi che sono laureata e mi occupo di gestione ambientale. C’è la volontà di tenere il cittadino ignorante.

Per fare cosa, a quale scopo?
Per impedirgli di scegliere, di domandare e di far sentire il suo peso. Prenda le grandi opere in programmazione, molte inutili per altro. Chi le ha decise? La conferenza dei servizi che è sempre espressione dei partiti, mica i cittadini su cui ricadono o chi dovrà conviverci. Su decisioni che hanno impatti di un certo rilievo serve un referendum consultivo che in Lombardia non è neppure in statuto. Ed è la prima cosa che cambieremo una volta eletti.

Restiamo sulle opere, c’è un’opinione diffusa che le vuole tra le priorità del territorio lombardo…
Macché. Le analisi che si fanno sui bisogni non tengono conto delle conseguenze e dei costi indiretti, dei danni alla salute e al benessere dei cittadini. Abbiamo una regione soffocata dallo smog e piena di strade e auto. Stendere altro catrame non è la soluzione ma acuisce i problemi. Bisogna piuttosto spostare la spesa dal privato che gestisce le strade al pubblico perché offra un trasporto ferroviario efficiente e alternativo al trasporto privato. I pendolari, ad esempio, sono stati lasciati indietro.

Sa quanto costa fermare le opere? Sa che si buttano via milioni di euro di progettazione?
Me ne rendo conto. Per alcune, come Tem, purtroppo sarà impossibile lo stop totale, perché hanno realizzato già il primo lotto. Altre invece si possono stoppare, come l’Aero Monza che è una strada a 14 corsie sopraelevate in un centro abitato perfettamente inutile, un mostro d’asfalto.

Casaleggio a Milano è di casa, che rapporto ha con lui e Grillo?
Loro ci aiutano dando delle linee ma il nostro movimento va avanti indipendentemente da loro. Io, per dire, da quando sono stata eletta non ho più sentito Grillo. Altro che ingerenza e mancanza di democrazia.

Parliamo di tv. Lei ci va sfidando il veto di Grillo?
A parte che non c’è un veto, ma noi tutti preferiamo evitare i talk-show e comparire nei tg che hanno modalità più chiare e corrette. I salottini tv sono fatti per i politici che possono dire tutto e il contrario di tutto, tanto nessuno li contraddice perché il contraddittorio, semplicemente, non c’è. E a casa il cittadino, stordito dalle urla, non capisce nulla. 

Ma se siete i primi a sfilarvi il contradditorio lo negate del tutto, alimentando il dubbio che vogliate rifuggire dal confronto…
A questa obiezione rispondo che i giornalisti sono benvenuti nelle nostre piazze, nei nostri appuntamenti. Ce n’è uno ogni sera, ormai. Basta venire e vedere il livello di partecipazione e confronto tra noi e i cittadini. Che poi è quello che conta. Poi noi interviste, partecipazioni a dibattiti e quant’altro le rendiamo disponibile su Internet, con Youtube. A proposito, mi scuso per non averglielo detto prima, ma noi registriamo tutte le interviste perché a volte diciamo una cosa e poi ne pubblicano un’altra. E’ successo con Repubblica che ha titolato “La Carcano attacca Grillo”, mai fatto. Ci autotuteliamo.