“La miseria umana e intellettuale dell’avvocato Umberto Ambrosoli emerge in tutta la sua vergogna nelle dichiarazioni odierne”. Sono le dure parole del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, secondo il quale “Ambrosoli dimostra di non saper nulla neppure di quelli che sono i compiti del commissario generale di Expo”. Per Formigoni al candidato del centrosinistra “nessuno ha detto che i compiti del commissario generale riguardano lo sviluppo del tema e la promozione delle relazioni internazionali. I risultati in questo campo sono sotto gli occhi di tutti: 120 paesi aderenti, il Documento Strategico da me redatto e sottoscritto anche da Mario Monti e Vicente Loscertales, già condiviso da Ban Ki Moon e Barroso e oggi all’esame dei governi di tutti i Paesi aderenti e delle principali organizzazioni internazionali. Ma stia tranquillo – ha proseguito – e coltivi pure la sua ignoranza: non sarà mai presidente della Regione e non dovrà mai occuparsi di Expo“.

Il governatore ha attaccato duramente l’avvocato milanese al termine di una giornata all’insegna di un botta e risposta “a tre”. Alla polemica infatti ha partecipato anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. La querelle è iniziata in mattinata quando Formigoni ha anticipato le sue dimissioni da commissario generale di Expo 2015 in caso di vittoria alle elezioni da parte di Ambrosoli, “per correttezza”. “Il ruolo – ha precisato durante una conferenza stampa – è attribuito dal governo ad personam, non sono commissario in quanto presidente della Regione. Tuttavia, ritengo per correttezza di dover fare questo gesto”. Alle sue parole ha risposto il candidato del centrosinistra: “Mi sembra il minimo” perché nel corso del suo mandato “non ha fatto niente”. Secondo Ambrosoli “quel ruolo di commissario generale che non ha sfruttato dovrà essere gestito in maniera diversa, dialogando con le realtà territoriali e organizzando iniziative coerenti con i temi che si svilupperanno durante Expo”. ”Per quanto mi riguarda significa dimissioni anticipate” ha commentato il sindaco Pisapia a margine di una conferenza stampa.

Formigoni ha risposto anche a lui: “A Pisapia ricordo che, dopo aver a lungo rifiutato per paura le responsabilità di commissario straordinario, continua a promettere ciò che sa di non poter realizzare: le metropolitane di sua competenza non saranno pronte in tempo”. Ma il presidente della Regione ne ha per tutti: “A Damiano di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, che confonde il ruolo di commissario straordinario con quello di commissario generale – ha proseguito Formigoni – consiglio di rivolgere le sue critiche al vero commissario straordinario che è Pisapia. Sono infatti sue le responsabilità che di Simine, ignorante pure lui, attribuisce a me”. “A Tabacci, Pollastrini, Caputo e quanti altri di sinistra stanno rilanciando dichiarazioni improntate alla medesima colossale disinformazione su ciò che è Expo e sulle responsabilità in Expo – ha concluso – consiglio di mantenere la calma. Alla mia correttezza di oggi fa riscontro la loro volgarità e la loro scorrettezza. Ma stiano sereni: la sinistra non vincerà le elezioni. La Lombardia avrà Maroni presidente e Formigoni commissario generale dell’Expo. E gli ambienti internazionali saranno pienamente soddisfatti della garanzia che il mio lavoro proseguirà”.

Tornando alle prossime elezioni, i deputati del Pd Roberto Zaccaria e Vinicio Peluffo, eletti in Lombardia, e Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, hanno presentato un esposto denuncia urgente all’Agcom “perchè sia ristabilito l’equilibrio concorrenziale tra il candidato Roberto Maroni e il candidato Umberto Ambrosoli nella competizione per la presidenza della Regione Lombardia”. Lo squilibrio “nasce dal fatto che Maroni può contare sul duplice ruolo di leader della Lega Nord e di candidato presidente in Lombardia e in virtù di questa doppia qualifica ha finora ottenuto una visibilità enorme sulle reti e sui telegiornali nazionali (oltre il 6% del tempo di parola, con punte molto superiori)”. “Questo enorme vantaggio competitivo a favore di Maroni – spiega Zaccaria, che coordina l’Osservatorio del Pd sul pluralismo dell’informazione dei Tg – è in contrasto con l’articolo 6 del regolamento per la par condicio emanato dall’Agcom il 10 gennaio ed anche dei criteri interpretativi del 1 febbraio. Inutile cercare di distinguere tra temi nazionali e regionali: la Lombardia è di per sé una grande questione nazionale e non ha senso far fare propaganda al leader della Lega senza contraddittorio in tutti i tg della sera e nelle trasmissioni di approfondimento”.