“Il prezzo della libertà” sono i volti delle 1.280 persone uccise a causa di colpi di arma da fuoco in America.  E’ il titolo a cui l’edizione americana dell’Huffington Post ha dedicato domenica un ampio servizio in cui pubblica in un collage le foto delle vittime. Un conteggio che riguarda solo le persone che hanno perso la vita in meno di due mesi, da quando il 14 dicembre scorso Adam Lanza, affetto da problemi psichiatrici, massacrò nella scuola elementare di Newtown in Connecticut 20 bambini e 6 adulti. Il titolo si riferisce alla “libertà” di girare armati sancita dall’anacronistico (venne introdotto nel 1791) II emendamento della Costituzione, difeso a spada tratta dalla potente lobby delle armi, la National Rifle Association.

Nra che sta ricorrendo ad ogni mezzo per bloccare il primo concreto tentativo di Barack Obama di rendere più severa le leggi che regolano l’acquisto delle armi. Iniziativa giunta, peraltro, solo dopo la sua rielezione e al termine di un’estate di sangue. Ogni mese, in media, si è registrata una strage opera di squilibrati che del tutto legalmente possedevano armi, come i fucili d’assalto (versione civili dei mitra impiegati dai militari) con caricatori fino a 30 colpi. Tra gli ultimi episodi la sparatoria al Lone Star College vicino a Houston in Texas, uno degli Stati più permissivi sul fronte del possesso delle armi da fuoco. Ma negli ultimi anni, a partire da Columbine, le stragi sono state decine.