Acque agitate nella Lista Ingroia dell’Emilia Romagna. Non è passata nemmeno mezza giornata dai funerali dell’ex Br Prospero Gallinari al cimitero di Goviolo alle porte di Reggio Emilia, che le due anime partitiche, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori, messe insieme dal magistrato siciliano si sono messe a litigare, paradossalmente, su un tema politico come la recente memoria storica del paese.

La presenza alle esequie del carceriere di Aldo Moro, sia di Alberto Ferrigno, coordinatore provinciale di Rifondazione a Reggio Emilia, sia di Claudio Grassi, già senatore di Rifondazione con l’Unione nel 2006 e ora candidato alla Camera per Rivoluzione Civile,  hanno fatto andare su tutte le furie Liana Barbati, consigliera regionale Idv, nonché omologa di Ferrigno  nel capoluogo reggiano: “Leggo con estrema perplessità e disappunto che Ferrigno e Grassi, membro della direzione nazionale, nonché ex deputato di Rifondazione Comunista, hanno partecipato ai funerali del brigatista. Chi ricopre cariche politiche o è candidato alle elezioni per rappresentare i cittadini, non dovrebbe neanche a titolo personale, partecipare al funerale di chi ha rappresentato un periodo così buio e triste per la nostra Repubblica”.

Le motivazioni della piccata presa di posizione della Barbati rispecchiano l’eterogeneità dell’arcobaleno politico elettorale targato Rivoluzione Civile: “Presenza inopportuna soprattutto in questo caso, in cui la compagine di elettori sarà composita e dichiaratamente non schierata a destra o a sinistra, ma semplicemente unita per ripristinare il rispetto delle istituzioni il nome del bene comune. Cosa che il periodo brigatista certo non rappresenta”.

“Per questo motivo, se poi Grassi sarà eletto in Emilia Romagna”, chiosa con decisione,  “dico subito a “titolo personale” che non mi rappresenta di certo. Mi auguro a breve che ci sia una smentita o una parvenza di giustificazione. In caso contrario o fa un passo indietro, o Idv uscirà dal comitato provinciale a sostegno della Lista Ingroia, che si richiama a una rivoluzione civile, per l’appunto”.

In pochi minuti giungono subito le parole di Grassi, quinto in lista per la Camera, ma con i nomi di Ingroia, Di Pietro e Ilaria Cucchi davanti a lui già candidati in altri collegi, quindi possibile secondo deputato eletto dietro a Giovanni Favia: “Non credevo che partecipare ad un funerale di una persona che conoscevo potesse creare un caso politico. Vi ho partecipato –  come vi hanno partecipato tanti dei presenti – pur non condividendo nulla di quanto ha fatto Prospero Gallinari. Penso che quando si conosce una persona, anche se non se ne condividono le idee e ciò che ha fatto nella vita, nel momento in cui muore sia un atto di umanità partecipare ad un funerale. Così è stato per me”.

“Polemica pretestuosa e di bassissima lega, in Cambiare si può non li abbiamo mai visti tra l’altro si sono accodati all’ultimo momento”, afferma Ferrigno raggiunto telefonicamente dal FattoQuotidiano.it, “Su funerali e eventi privati non devo rispondere a nessuno, figuriamoci alla Barbati. Conoscevo la moglie di Gallinari e sono sempre stato contro la violenza. l’Idv non si può permettere polemiche di questo tipo”

“Trovo incredibile – e frutto di un fraintendimento – che la partecipazione di Claudio Grassi, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, al funerale di Prospero Gallinari, determini una polemica politica”, scrive su Facebook il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, “Grassi è di Reggio Emilia come Gallinari e si conoscevano da sempre. Nella politica e nella vita hanno fatto scelte opposte: Grassi il PCI, Gallinari le BR. La condanna di Grassi del terrorismo non sta rinchiusa solo nelle dichiarazioni verbali ma in una vita passata a costruire ed organizzare lotte e partecipazione democratica alla luce del sole, nel PCI e poi in Rifondazione Comunista. Il contrario del terrorismo. Ma Grassi non è solo un dirigente politico è anche una persona che ha conosciuto Gallinari e ha quindi scelto di partecipare al suo funerale. Questa partecipazione è una testimonianza della sua umanità e in nessun modo può essere confusa con altro. Un tempo si diceva “riposa in pace”, nella consapevolezza che almeno di fronte alla morte le polemiche dovevano – almeno per un minuto – cessare. Voglio sperare che questo briciolo di umanità possa resistere ancora oggi e si chiuda qui una polemica che non ha alcun fondamento, perché la nostra condanna del terrorismo è totale”.

di Davide Turrini e Giovanni Stinco