Mentre nel Lazio si continuano a tagliare posti letto negli ospedali, in Regione, con la Giunta dimissionaria da mesi, si continuano ad affidare incarichi dirigenziali, legali e di consulenza da centinaia di migliaia di euro. La Direr, sindacato dei dirigenti regionali, sta preparando un esposto da presentare alla Corte dei Conti per un presunto danno erariale.

“Le determinazioni con le quali è stata data copertura finanziaria alle nomine – spiega Roberta Bernardeschi, segretaria regionale della Direr – sono state fatte nelle ultime settimane del 2012, alcune addirittura a ridosso di Capodanno. Con Consiglio e Giunta dimissionari è possibile solo l’amministrazione ordinaria e non è ammissibile nessuna forma di reclutamento. Dal primo gennaio poi siamo in esercizio provvisorio, manca quindi il bilancio di previsione 2013 e non è possibile impegnare centinaia di migliaia di euro per incarichi che termineranno a giugno o novembre prossimo, ben oltre il termine di fine legislatura. Per questo abbiamo pensato di rivolgerci alla magistratura contabile. Inoltre gli incarichi in questione sono stati affidati senza bando, senza alcuna oggettiva motivazione per procedure eccezionali come queste e non sono neanche stati pubblicati sul bollettino ufficiale della Regione, alla faccia della trasparenza”.

Oltre agli incarichi dirigenziali, con la Regione Lazio che doppia la Lombardia, 319 dirigenti contro 140, ci sono anche due contratti semestrali da 25mila euro l’uno che la Regione ha firmato con due avvocati, Alexandra Bompani e Rodolfo Mazzei, che termineranno a giugno: due consulenze per il “supporto dell’area centrale acquisti e crediti sanitari”. Mazzei, oltre a far parte del Collegio degli esperti percependo circa 85mila euro annui fino al 2015, ha anche ottenuto dall’avvocatura regionale, circa due mesi fa, 25 incarichi di “rappresentanza e difesa” per contenziosi con l’amministrazione. “Mi sembra evidente il conflitto d’interesse – rimarca la segretaria del Direr – visto che da una parte Mazzei, in qualità di consulente, supporta l’amministrazione suggerendo soluzioni e strategie gestionali, dall’altra è il legale difensore della Regione nel caso vengano avviate azioni legali per l’operato della stessa”.

Tra le varie delibere salta agli occhi la determinazione del 28 dicembre, firmata dal direttore del Dipartimento Istituzionale e Territorio Luca Fegatelli, con due assunzioni “in comando”, di dipendenti quindi provenienti da altre amministrazioni e quattro proroghe del comando per “esigenze di Giunta”. La prima assunzione decorre dal 12 novembre al 31 dicembre, il fortunato risponde al nome di Salvatore Mannino: costo complessivo 19.600 euro, circa 400 euro al giorno, Natale e Santo Stefano compresi. Segue Ernesto Dello Vicario, assunzione che decorre dal 1 dicembre al 31 dicembre, per una spesa di 12mila euro. Anche le proroghe non sono da meno. Si parte da Gianluca Viggiano, proroga del comando dal 25 novembre al 31 dicembre, al costo di 14mila euro fino ad arrivare a Marco Marini, proroga dal 13 al 31 dicembre: per due settimane costerà alle casse regionali 4.900 euro. “L’impegno di spesa complessivo – dichiara Riccardo Agostini, membro della direzione romana del Pd – solo per questi incarichi lampo, è di 66.700 euro. E’ evidente che la Polverini e il suo cerchio magico ormai stanno utilizzando la Regione come una sorta di bancomat per alimentare senza ritegno clientele e favori ai soliti amici”.

“Le determinazioni in questione – ribatte Raffaele Marra, direttore del settore Organizzazione, personale, demanio e patrimonio della Regione, nonostante la bocciatura della sua nomina da parte del Tar – sono del tutto legittime e funzionali alle esigenze dei vari dipartimenti. Le assunzioni in comando e le proroghe in questione riguardano incarichi annuali, scaduti o da rinnovare. Gli impegni di spesa figurano fino al 31 dicembre, ma riguardano incarichi che proseguiranno anche nel 2013″.

I chiarimenti del direttore regionale sono supportati da singole determinazioni, con indicato il nominativo del comandato, la tipologia dell’incarico e la sua durata complessiva. Si scopre così che, ad esempio, Mannino, oltre ad aver percepito circa 20mila euro per le ultime settimane del 2012 come dirigente dell’area “Programmazione della rete ospedaliera e ricerca”, ne dovrebbe incassare altri 125mila fino all’11 novembre 2013. Stesso discorso per gli altri “comandati”, con incarichi che spaziano dall’area “Ciclo integrato rifiuti” a quello inerente le “Attività della presidenza” della sede di Latina. “Dal primo gennaio – spiega l’avvocato Domenico Farina, coordinatore Usb Pubblico Impiego della Regione – siamo in esercizio provvisorio e tali incarichi potranno essere remunerati di mese in mese e non oltre il 31 marzo ma tutti i contratti in questione superano ampiamente tale data, senza una copertura finanziaria prestabilita. Si sta lasciando una pesante eredità economica alla nuova amministrazione che sarà costretta a pagare tali incarichi fino alla scadenza naturale del contratto oppure a dover pagare un indennizzo oneroso agli incaricati, nel caso decidesse di mettere fine anticipatamente alla loro collaborazione”. Collaborazioni che, al di là della improbabile legittimità o della mancata copertura finanziaria, costeranno ai cittadini oltre mezzo milione di euro.