“E’ sleale” accusare l’Unione Europea davanti all’opinione pubblica per l’austerity. Lo ha detto Josè Manuel Barroso, in una conferenza stampa tenuta a Dublino rispondendo ad una domanda sull’Italia. “Le difficoltà vengono dal debito eccessivo fatto dai governi precedenti” e, ha aggiunto, “per l’irresponsabilità” dei supervisori nazionali. In effetti, soprattutto dal centrodestra e da Silvio Berlusconi (ma anche dalla sinistra del centrosinistra), nelle ultime settimane sono nate diverse polemiche sulla severità delle misure dell’Ue.

Le misure di austerity, ha sottolineato Barroso, “ci sarebbero con o senza l’euro, con o senza l’Unione europea”. Gli aggiustamenti di bilancio, ha continuato, “devono essere fatti nel Regno Unito che non è nell’euro, così come in Islanda che non è neppure nella Ue”. “C’è il mito che la Ue impone politiche dure, ma non è vero” ha continuato il presidente della Commissione europea, affermando di essere consapevole che “molti” portano questa posizione all’opinione pubblica. “Ma questo è sleale”, ha affermato argomentando che la riduzione degli squilibri di bilancio è “necessaria per riconquistare la fiducia”, indispensabile per recuperare gli investimenti “senza i quali non si può avere crescita”.