Difetti meccanici, infiammabilità, presenza di sostanze tossiche e cancerogene: i giocattoli destinati ai bambini europei sono sempre più pericolosi. Tanto che, con il Natale alle porte, nell’Unione scatta l’allerta. In Italia, Belgio, Portogallo e Spagna, in particolare, le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra. Il motivo? “I responsabili politici dell’Ue stanno ‘giocando’ con la salute dei bambini”.  Per l’Organizzazione europea dei consumatori, in effetti, poco o nulla è stato fatto per regolamentare la presenza di sostanze nocive nei giocattoli. L’unico progresso fatto, secondo una revisione critica eseguita da Beuc con l’associazione europea per la standardizzazione Anec, è una “insignificante diminuzione” dei livelli di cadmio in alcuni materiali. La principale accusata resta dunque l’Europa, che “ha fallito la sua missione nel garantire una maggiore sicurezza per i suoi 80 milioni di cittadini sotto i 14 anni”.

Attenzione a cosa regalate ai bimbi, dunque, e non solo a Natale. A mettere in guardia, fra gli altri, è anche l’ultimo rapporto Rapex, il sistema d’informazione sui prodotti di consumo pericolosi. In esso, infatti, si rivela che nel 2010, dopo i capi di abbigliamento, la categoria di articoli ritirati più spesso dal mercato europeo è stata proprio quella dei giocattoli. Che, avverte Altroconsumo, “fanno male sia a chi li usa che a chi li produce”. Preoccupante la quantità di prodotti non a norma in Italia: su venti fra i giochi più venduti analizzati, 4 non hanno superato i test di sicurezza.

È passato solo un mese da quando la Guardia di Finanza ha sequestrato in tutta Italia giocattoli contenenti sostanze così tossiche da poter causare malformazioni nella crescita dei bambini. Ma quello italiano è solo un tassello di un mosaico ben più grande. Le indagini e i test eseguiti in altri Paesi dell’Ue, infatti, hanno avuto risultati simili. Tanto da portare diverse associazioni europee alla stessa conclusione: servono regole più stringenti nel controllo dei prodotti destinati ai più piccoli. Soprattutto visti i risultati delle revisioni alle direttive sulla sicurezza dei giocattoli 88/378/CEE e 2009/48/CE, adottata nel 2009 dopo ben 8 anni di discussioni. Troppe chiacchiere e pochi fatti, secondo le organizzazioni per la difesa dei consumatori e dell’ambiente, per cui è stata inutile anche la creazione, nel novembre 2010, di un sottogruppo di esperti incaricati di trovare una soluzione al problema.

“Nonostante le preoccupazioni e i potenziali rischi per la salute dei bambini, la direttiva modificata continua a consentire l’uso di molte sostanze chimiche pericolose, cancerogene e allergizzanti”, denunciano Anec e Beuc. Secondo le due organizzazioni, entrambe con sede a Bruxelles, in questi due anni “sono stati fatti ben pochi progressi”, e il Sottogruppo di lavoro ha completamente “fallito la sua missione” di proteggere i più piccoli. “Urge una revisione radicale della direttiva sulla sicurezza dei giocattoli”, ribadiscono Anec e Beuc: “Sono ormai chiare le carenze, come la mancanza di un divieto generico delle sostanze Cmr (Cancerogene, Mutagene e tossiche per la Riproduzione, ndr) nei giocattoli destinati ai bambini di età inferiore a 36 mesi”. Ma soprattutto, “è inaccettabile che si continui a giocare con la salute dei bambini”.

Meglio fare attenzione, quando arriva il momento di aprire le letterine per Babbo Natale. Anche perché, come avverte dall’Italia il Codacons, ci sono addirittura “giocattoli fabbricati con rifiuti speciali pericolosi”. Attenti ad esempio alle bambole in plastica: “Spesso sono in pvc, una sostanza derivata dal cloro, con l’aggiunta di ammorbidenti che rendono il giocattolo morbido e duttile”, fa presente il presidente dell’associazione, Marco Donzelli: “Si teme che queste sostanze siano cancerogene e il rischio aumenterebbe se il prodotto fosse ingerito”. “Privilegiate materiali naturali – consiglia Donzelli – come le bambole in stoffa, i peluche in fibre naturali come mohair e cotone, o i giocattoli in legno”. Ma soprattutto, “non mettete in pericolo la sicurezza dei bambini per risparmiare qualche soldo”. Per il presidente del Codacons, infatti, è “meglio fare qualche regalo in meno, piuttosto che rischiare di acquistare giochi contraffatti e pericolosi”.