“Il presidente Berlusconi è in evidente stato confusionale se manifesta la possibilità di fare l’ennesima giravolta di un passo indietro in caso di candidatura di Monti a cui la scorsa settimana ha tolto la fiducia in Parlamento“. Il leader dell’Udc Pierferdinando Casini commenta così le dichiarazioni dell’ex premier che, nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa a Roma, ha annunciato un suo passo indietro nel caso di candidatura del ‘Professore’ e ha minacciato la Lega di fare cadere Veneto e Piemonte se non arriva a un accordo per le politiche col Pdl. Una minaccia che Roberto Maroni reputa “una barzelletta”, tanto come il “possibile sostegno della Lega a Monti”. E conclude chiedendosi: “Ma chi è questo B?”. Secondo Casini, però, il Cavaliere “su una cosa però è pienamente lucido: Monti a Berlusconi ha detto no. Questo a noi basta”. Duro anche il presidente della Camera Gianfranco Fini che su Twitter scrive: “Dopo avergli tolto la fiducia, ora Berlusconi considera Monti una pedina da muovere sullo scacchiere di Arcore“. Osserva poi che “così facendo Berlusconi dimostra solo la sua disperata inaffidabilità”, ma ringrazia l’ex presidente del Consiglio “per avermi riconosciuto il merito di aver fermato una pseudo riforma volta solo a risolvere i suoi guai giudiziari”.

Replica all’attacco alla Lega Federico Caner, vicesegretario del Carroccio e capogruppo leghista nel consiglio regionale veneto, che considera “un ricatto vero e proprio”. Nonostante questo, ha aggiunto, “non abbiamo paura ad andare a elezioni in Veneto e Zaia vincerebbe a piene mani. I miei colleghi del Pdl non sono così stolti non farebbero mai una cosa del genere. Non lo farebbero neanche sotto indicazioni di Berlusconi”. A mettere in guardia l’ex premier interviene lo stesso governatore del Veneto, Luca Zaia: ”Se qualcuno farà cadere l’amministrazione regionale del Veneto, dovrà assumersene la responsabilità davanti agli elettori”, dice. “Mi rifiuto di pensare – ha aggiunto – che si possa mandare a casa, in un contesto sociale ed economico come questo, un’ottima amministrazione come la nostra semplicemente per logiche di spicciole logiche di partito”, causando un danno “pauroso, inimmaginabile” ai veneti, ed è certo che “la mia maggioranza si mostrerà nuovamente compatta di fronte a queste dichiarazioni”. Pur ricordando che la decisione finale spetta a Maroni, interviene anche Umberto Bossi, convinto che il Cavaliere sia una “brava persona. Non è come Monti – precisa il Senatùr- non ha mai fatto suicidare nessuno, né fa gli interessi delle banche”. 

Per il portavoce nazionale di Diritti e Libertà Massimo Donadi, ”Berlusconi è rimasto al secolo scorso” e “quando parla ripete sempre le stesse cose, dal ’94 ad oggi. Non si accorge che non solo l’Italia, ma il mondo intero è cambiato. Replica all’infinito lo stesso copione facendo finta di ignorare di essere il principale responsabile politico della crisi sociale ed economica italiana”. Infine, conclude Donadi, “non fa più paura, ma quasi tenerezza”. Tranchant anche il giudizio di Benedetto Della Vedova, capogruppo di Fli alla Camera, secondo cui ”la bussola del Pdl e di Silvio Berlusconi è impazzita”. Per Della Vedova “l’ex premier fino a ieri considerava Monti responsabile dei mali italiani, quando è invece stato il rimedio ai mali prodotti dall’inazione e dal discredito di chi lo aveva preceduto. Oggi dichiara invece di poter sostenere un eventuale impegno diretto di Monti. La sua abitudine è di considerare le persone a lui vicine pedine da muovere sulla scacchiera, ma – conclude Della Vedova – è chiaro che sta sbagliando tempi e persone con effetti grotteschi”.

Il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli invoca “qualcuno” che “fermi Berlusconi” perché ormai le sue dichiarazioni “assomigliano ad un tuffo carpiato rovesciato con triplo salto mortale e doppio avvitamento. Il problema -prosegue su Twitter – è che tra le dichiarazioni di Berlusconi che smentiscono affermazioni precedenti e scenari politici che cambiano di minuto in minuto c’è un’Italia allo stremo che non riesce a guardare al futuro e che è schiacciata dalla crisi”. Chi è “un po’ sorpreso” invece dalle parole del Cavaliere è Marcello Dell’Utri, visto che durante la conferenza l’ex premier ha detto di non poterlo ricandidare. “Dobbiamo vederci e chiarire”. Detto, fatto. Dopo un paio d’ore il senatore parla di nuovo: “Mi ha risposto che non ci sono problemi. Non c’è motivo perchè lui dica ‘no'”. Berlusconi smentisce così se stesso, un’altra volta.