Il Prodotto interno italiano si è contratto dello 0,2% su base congiunturale nel terzo trimestre dell’anno, per un calo tendenziale del 2,4%. E’ la quinta riduzione congiunturale consecutiva. Il dato, diffuso dall’Istat, conferma la stima preliminare di metà novembre. Il terzo trimestre del 2012 ha avuto due giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2011. La variazione acquisita per il 2012 è pari a -1,9%.

Rispetto al trimestre precedente, i principali aggregati della domanda interna sono diminuiti in maniera significativa, con cali dello 0,8% dei consumi finali nazionali e dell’1,4% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono diminuite dell’1,4%, mentre le esportazioni sono aumentate dello 0,5%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,9 punti percentuali alla crescita del Pil: -0,6 punti i consumi delle famiglie, -0,1 la spesa della Pubblica amministrazione e -0,2 gli investimenti fissi lordi. La variazione delle scorte e la domanda estera netta hanno contribuito positivamente alla variazione del Pil (rispettivamente 0,2 e 0,6 punti percentuali). In termini congiunturali, il valore aggiunto dell’industria è aumentato dello 0,2%, mentre sono diminuiti quelli dei servizi (-0,2%) e dell’agricoltura (-6,7%). In termini tendenziali, il valore aggiunto ha registrato variazione negative in tutti i settori (-6,7% le costruzioni, -5,1% l’agricoltura, -3,9% l’industria in senso stretto e -1,3% i servizi).

L’Istat segnala anche un calo della produzione industriale. A ottobre ha registrato una flessione del 6,2% (dato corretto per effetti di calendario) su base annua e dell’1,1% su base mensile. E’ il quattordicesimo calo tendenziale consecutivo, mentre il dato tendenziale grezzo segna un calo dello 0,3%. Nella media dei primi dieci mesi dell’anno la produzione è diminuita del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In netto calo anche la produzione di autoveicoli, che a ottobre ha fatto registrare una flessione del 26,8%, mentre nei primi dieci mesi il calo è stato del 20,1%.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a ottobre 2012, variazioni tendenziali negative in tutti i raggruppamenti principali di industrie. La diminuzione più marcata riguarda i beni intermedi (-8,0%), ma cali significativi si registrano anche per i beni strumentali (-5,8%), i beni di consumo (-5,5%) e l’energia (-4,4%). Il settore che registra la diminuzione più ampia è quello della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-14,7%). In crescita, nel confronto tendenziale, la fabbricazione di prodotti chimici (+1,1%) e quella delle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (+0,4%).